Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

“Basta con pidioti e derive autoritarie”, il Pd annuncia la linea dura contro gli insulti del sindaco

Sotto la lente la questione rifiuti e le indagini non autorizzare della polizia municipale. Il segretario De Domenico: “A nessuno è consentito utilizzare risorse umane e mezzi del Comune come se appartenessero alla propria impresa privata, né di violare diritti costituzionalmente garantite per alimentare inammissibili attività di dossieraggio”

Dopo la condanna per gli insulti alla ministra Lamorgese rischia una nuova denuncia il sindaco di Messina, Cateno De Luca, noto ormai per i coloriti epiteti con cui apostrofa di volta in volta ai suoi antagonisti.

A reagire stavolta è la segreteria cittadina del Pd che con un nota annuncia la linea dura nei confronti di un sindaco "che si ritiene autorizzato a dileggiare, senza decenza" le istituzioni "contribuendo ad isolare la nostra città, mentre i consiglieri comunali, democraticamente eletti, piuttosto che i sindacalisti, o chiunque la pensi diversamente da lui, dovrebbe astenersi dalla benché minima critica".

"Il Partito Democratico di Messina - silegge in una nota del neo segretario del Pd, Franco De Domenico - non consentirà più, nè al sindaco, nè a chiunque altro, di rivolgersi senza il dovuto rispetto agli esponenti del Partito Democratico, né di continuare ad appellarli con il termine Pidioti che riteniamo offensivo e lesivo della dignità di chi esprime liberamente una identità politica, oltre che ovviamente di coloro che lo usano. Se il sindaco è abituato a essere compiaciuto da seguaci storici e voltagabbana recenti - continua De Domenico - non può certo pretendere la stessa cosa da chi coerentemente esprime le proprie idee o di tappare la bocca a chiunque la pensi diversamente da lui; si ristabilisca, pertanto, una dialettica politica rispettosa dei ruoli e ciascuno si assuma le proprie responsabilità, più sostanza - insomma - e meno teatrini".

Per il Pd "le questioni commentate dai consiglieri meritano la massima attenzione perché sono paradigmatiche di un modo di essere di un sindaco allergico alla democrazia e al confronto nonché dei bisogni dei cittadini; ci riferiamo, soprattutto, alle indagini non autorizzate della polizia municipale".

"Questa vicenda, che il sindaco vorrebbe far passare sottotono - insiste la segretaria del Pd - è emblematica di una evidente deriva autoritaria, molto gradita al sindaco e a coloro, non solo tra i seguaci del sindaco, che hanno difficoltà a confrontarsi democraticamente. Il Partito Democratico intende accendere un riflettore sulla vicenda perché a nessuno è consentito, nemmeno al sindaco, di utilizzare risorse umane e mezzi del Comune come se appartenessero alla propria impresa privata, né di violare diritti costituzionalmente garantite per alimentare inammissibili attività di dossieraggio; così come intenderemo approfondire la gestione -disastrosa- della raccolta differenziata, che pur esibita come un trofeo dall'amministrazione, nasconde tante criticità gestionali e amministrative, tanti affidamenti impropri della partecipata-quanto meno sotto il profilo dell'opportunità- e risultati complessivi in termini di pulizia e decoro delle città che sono sotto gli occhi di tutti".

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