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Venerdì, 12 Aprile 2024
Politica

Pnrr, il Pd attacca: "132 milioni in meno per Messina"

L'affondo del segretario regionale dem Anthony Barbagallo: "Ecco l'operazione verità"

"Il Pnrr è un'occasione mancata per la Sicilia e Schifani è responsabile per i 1,4 miliardi di euro tagliati". A denunciare il "fallimento" è il Pd regionale che, dopo aver effettuato un monitoraggio dello stato di attuazione del Piano, è pronto a lanciare una campagna di comunicazione social sui canali Facebook e Instagram del Pd Sicilia. "Il fallimento di Schifani è nei numeri", dicono i dem, sottolineando che per quanto riguarda i Pui (Piani urbani integrati) il taglio ammonta a 515 milioni di euro: 198 milioni in meno per la città metropolitana di Palermo, 185 milioni in meno per quella di Catania (-51 per Catania e -134 per il Calatino) e 132 milioni in meno per quella di Messina. "Attraverso i Pui si sarebbero potuti finanziare progetti di recupero e riqualificazione di aree degradate, ma anche interventi a valenza ambientale, culturale e turistica", dicono dal partito.

Un lavoro, quello del Pd siciliano realizzato dalla responsabile del dipartimento Pnrr, Cleo Li Calzi, che ha messo su un osservatorio sui dati e un sistema di monitoraggio permanente, per "supplire proprio alle carenze informative sui fondi Pnrr da parte della Regione. Non esiste, infatti, nessuna struttura della Regione in grado di avere la panoramica completa delle risorse Pnrr attratte in Sicilia", spiegano i dem. "Questo attesta l’inadeguatezza e l’assoluta impreparazione del governo regionale guidato da Renato Schifani - dice il segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo -. Abbiamo lanciato l’allarme in tempi non sospetti proprio perché ci attendevamo una reazione, anche minima, in difesa degli interessi della Sicilia che purtroppo da palazzo d’Orleans non è arrivata. Per questo la dichiarazione di Schifani, che sostiene che il trend di crescita economica della Sicilia si conferma e anzi è in crescita, ci lascia di stucco. Ma di quale crescita parla?".

"I dati diffusi dalla Cgia di Mestre secondo cui il Pil della Sicilia cresce più di Germania e Francia sono fuorvianti - sottolinea Barbagallo -. Non dicono, infatti, che nello stesso report si evince che cresce la forbice tra nord e sud di Italia. Schifani non ha nessun merito sugli indici di crescita, che sono, comunque, riferiti su risorse nazionali del 2020-2022, mentre lui stesso nella delibera del 27 luglio scorso ha ammesso i gravi ritardi nella spesa regionale che hanno determinato il mancato assorbimento di investimenti per oltre un miliardo, per i quali ha proposto la riprogrammazione essendo fuori dai target di fine 2023".

"Preoccupa non poco la promessa di rifinanziarli con le risorse Fsc - aggiunge Cleo Li Calzi, che è inoltre componente del dipartimento nazionale Pnrr - già di competenza della Regioni. Per questo vigileremo sui contenuti dell’Accordo Stato-Regione Sicilia che renderanno esecutive, e quindi effettivamente disponibili, le risorse del Fondo di sviluppo e coesione, che servivano alla Sicilia per finanziare ulteriori opere".

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