Politica Provinciale / Via Giuseppe la Farina

Piano industriale Atm, i sindacati sono ancora divisi

Iniziati al Comune gli incontri sul futuro della nuova società per azioni. Cgil e Uil non partecipano ai tavoli, Cisl, Orsa, Faisa e Ugl si dicono soddisfatti per aumento di personale e investimenti. Le posizioni in campo

La sede Atm in via La Farina

In discussione il nuovo piano industriale Atm. Fit Cisl, Faisa, Ugl e Orsa parlano di positivi investimenti e nuove assunzioni. "Stiamo esaminando ed approfondendo il piano industriale che nella serata di ieri ci ha sottoposto l’amministrazione comunale e, ad una prima lettura, non possiamo che commentare favorevolmente l’incremento della forza lavoro e del parco mezzi previsto".

A parlare i responsabili di Fit Cisl, Faisa, Ugl e Orsa, Letterio D’Amico, Lillo Sturiale, Tonino Sciotto, Mariano Massaro. "Sono previsti 162 conducenti di autobus in più, quattro per la tranvia ed investimenti per 87 milioni di euro – affermano – aspetti che non possono che essere positivi anche perché stanno prendendo forma gli impegni che l’amministrazione ha assunto nel Tavolo concertativo del SalvaMessina. Ma – aggiungono Letterio D’Amico, Lillo Sturiale, Tonino Sciotto, Mariano Massaro – bisogna tutelare tutti i lavoratori Atm e per questo chiediamo che nel passaggio d’azienda venga mantenuto il contratto di lavoro degli autoferrotranvieri, con il mantenimento dei livelli salariali, degli scatti di anzianità e tutte le voci presenti attualmente in busta paga". Sabato pomeriggio verrà effettuato un ulteriore approfondimento sul piano industriale tra Fit Cisl, Faisa, Ugl e Orsa con gli organi dirigenziali della nuova Atm. Cgil e Uil invece non parteciperanno agli incontri.

I segretari Giovanni Mastroeni e Ivan Tripodi, in riferimento alla delicata vicenda che interessa l’Azienda speciale Atm di Messina posta in liquidazione nel novembre 2018, ribadiscono con chiarezza la loro posizione. "Sin dal novembre 2018 – sottolineano Cgil e Uil - la nostra proposta per far fronte alla delicata situazione economica esistente era quella di procedere alla creazione di due aziende: una bad company nella quale far confluire il monte debitorio mantenendo nel tempo necessario per la copertura dei debiti maturati a diverso titolo ed una new company spa in house che possa operare svincolata da debiti e nella quale far confluire subito tutti i dipendenti, sviluppare i servizi necessari all’utenza e realizzare gli investimenti per garantire il proseguimento dell’importante servizio realizzato dall’azienda. 
Tale percorso – evidenziano i segretari Mastroeni e Tripodi - è stato realizzato in varie realtà in situazioni speculari alla nostra da molteplici aziende con le identiche caratteristiche dell’Atm.

Alternativamente si può valutare l’opzione, anche questa già utilizzata in altre realtà, della ricostruzione del debito per aziende in crisi da sovra-indebitamento lasciando in vita l’Atm azienda speciale. Cgil e Uil Messina evidenziano come la strada intrapresa dall’amministrazione comunale relativa alla messa in liquidazione dell’Atm sia stata gestita in modo non corretto e sottolineano che sulla odierna conduzione e sul reale importo dei debiti della stessa Atm vi sono, in atto, una serie di fatti estremamente delicati, gravi e che non possono essere ignorati o derubricati. Ci riferiamo alle “visite” della Guardia di Finanza, ai molteplici esposti presentati dai Revisori dei conti e alle dettagliate denunce di Filt-Cgil e dalla Uiltrasporti.  Tutto ciò – ad avviso di Giovanni Mastroeni e Ivan Tripodi -  impone l’apertura, ed è questa la proposta che Cgil e Uil formulano ufficialmente, di un tavolo autorevole in cui l’amministrazione comunale, i capigruppo consiliari, il management aziendale e le organizzazioni sindacali, discutano approfonditamente prima di effettuare scelte definitive ed irreversibili. E’ necessario, infatti, ragionare su quale debba essere la strada migliore che potrà garantire un futuro all’Atm; un percorso caratterizzato da equilibrio finanziario e gestionale, da un servizio di qualità a favore dell’utenza e da un rapporto con i lavoratori diverso da quello che si è avuto nell’ultima fase.

La Cgil e la Uil ricordano che attualmente è in discussione nell’apposita Commissione consiliare il piano, presentato dal liquidatore, per mettere in liquidazione l’Atm che successivamente dovrà essere discusso ed approvato dal Consiglio comunale di Messina. Cgil e Uil ritengono quindi affrettato e prematuro l’incontro con i sindacati convocato per la giornata odierna dal sindaco De Luca per presentare il Piano Industriale della nuova Atm Spa. Cgil e Uil Messina, pertanto, - hanno concluso i segretari generali Giovanni Mastroeni e Ivan Tripodi - non parteciperanno a tale incontro e nel contempo chiedono al sindaco e a tutti gli altri soggetti coinvolti, l’apertura di quel tavolo specificato precedentemente che possa consentire la giusta soluzione di questa delicata vertenza che investe i lavoratori dell’Atm e, più complessivamente, l’intera città di Messina".


 

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