Sabato, 16 Ottobre 2021
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Piano di riequilibrio, la capogruppo dei Cinquestelle: "Disonestà intellettuale di chi fa perpetua campagna elettorale"

Cristina Cannistrà torna a commentare gli effetti politici del parere favorevole all'atto in attesa della Corte dei Conti e ha qualcosa da dire al sindaco

Non si placano le polemiche dopo il parere favorevole sul piano di riequilibrio del Comune. La capogruppo del movimento Cinquestelle Cristina Cannistrà torna sull'atto che ha ricevuto l'ok dalla commissione per la Stabilità Finanziaria in attesa del responso della Corte dei Conti pungendo il primo cittadino.

Piano di riequilibrio, il sindaco: "Un risultato storico"

"Il 31 marzo la Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali, presieduta dal Sottosegretario Carlo Sibilia del Movimento Cinque Stelle – non dal sindaco di Messina - ha espresso parere favorevole sul piano di riequilibrio presentato nel 2012 dal commissario Croce poi rimodulato dall’allora Amministrazione Accorinti e  dall’attuale Amministrazione. Una decisione – spiega - adottata a seguito di un’analisi preliminare, che è frutto di una precisa determinazione del Governo, finalizzata a facilitare l’Ente locale ad intercettare le importanti risorse del Recovery Fund. Serviranno, infatti, una notevole capacità progettuale e nuove risorse umane, competenti ed adeguate, che un Comune in dissesto o pre-dissesto non potrebbe acquisire. Abbiamo fatto responsabilmente la nostra parte sulla base dei dati forniti dall’Amministrazione comunale, ma il piano sarà ora sottoposto al vaglio della Corte dei Conti e speriamo che quanto dichiarato sia coerente con le risultanze contabili - afferma la Cannistrà - purtroppo in questo ultimo anno è cambiato il mondo: l’emergenza pandemica  ha sovvertito le prospettive economiche e finanziarie, ma ha anche rivoluzionato l’azione dei governi e dell’Europa, orientandola verso una politica di forti investimenti pubblici, che rappresenta una grande opportunità da non perdere. È finita l’era dell’austerity ed è chiaro che agli Enti Locali in grave disavanzo possono e devono essere ora riconosciute maggiori opportunità di risanamento», prosegue la consigliera, che illustra poi le varie tappe della vicenda.

"Nell’era pre-covid il gruppo consiliare del Movimento bocciò la rimodulazione del piano di riequilibrio, ribattezzato “Salva Messina” e descritto come di “lacrime e sangue”, con la prospettiva di licenziamenti malgrado il Comune fosse in carenza di personale ed il taglio dei servizi, mentre tutte le tariffe, come in questo momento, erano già al valore massimo consentito. Lo fece dando credito agli annunci del primo cittadino e lo rifarebbe se le condizioni prospettate fossero le stesse. Le proposte di deliberazione giunsero tardivamente in Consiglio Comunale che fu costretto, ad approvarlo “in fiducia”, sotto il ricatto di dimissioni da parte del Sindaco. Fu ferma l’opposizione del nostro gruppo consiliare anche perché, questo il punto importante, il piano conteneva la costituzione di due nuove partecipate, circostanza che non faceva, e non fa presagire un’inversione verso una gestione sana ed oculata dei fondi pubblici. La dichiarazione di dissesto avrebbe quanto meno evidenziato le responsabilità delle precedenti amministrazioni Genovese e Buzzanza, questa ultima allora sostenuta dall’attuale Sindaco che ne aveva indicato l’assessore ai servizi sociali". La Cannistrà segnala inoltre che la Corte dei Conti ha aperto un’istruttoria con la quale vengono sollevati diversi rilievi sulla gestione economica finanziaria dell’Ente Locale (di questo se ne discuterà martedì 6 in Aula). I Revisori dei Conti, inoltre, con una nota del 22 Marzo hanno evidenziato significative criticità sul procedimento di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, al quale stiamo comunque responsabilmente partecipando. "Con lo stesso spirito collaborativo, sosteniamo l’approvazione delle transazioni, anche in considerazione che sono praticate con uno stralcio del 50%, la media riconosciuta anche in condizione di dissesto - conclude - l’approvazione definitiva del Piano di Riequilibrio e quindi l’accesso alla Fondo di Rotazione per una quota calcolata sulla base di 300 euro per ciascun cittadino residente, sarebbe una ottima notizia nel nuovo ed inaspettato contesto di gravissima crisi economica causata dall’emergenza pandemia, ma significherebbe, va ricordato, l’assunzione di un debito da restituire in massimo 10 anni. Resta forte, pertanto, la necessità di massima oculatezza nella gestione, non solo da parte delle prossime amministrazioni, ma anche di quella attuale». «Come è noto, nel giro di qualche anno, dopo aver “sistemato” le partecipate, il piano di riequilibrio è passato con disinvoltura e in modo indolore, dal “Lacrime e Sangue” al “Latte e Miele”, con una nuova rimodulazione; assunzioni e spese di gestione delle partecipate in continuo aumento, bilanci bocciati. Un film che purtroppo abbiamo già visto. Come forza di opposizione – conclude - continueremo a svolgere la nostra funzione di controllo, ma offriremo sempre il nostro sostegno Istituzionale, malgrado la disonestà intellettuale di chi continua a fare una perpetua campagna elettorale».

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