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VIDEO | “No al ponte sullo Stretto fuori dal Recovery”, De Luca annuncia un movimento meridionalista

L'annuncio del sindaco di Messina che chiama in causa i deputati che hanno fatto l'intergruppo a sostegno dell'opera: “Non sarò complice dell’assassinio socio economico della mia amata terra”

 

“Se il governo Draghi non inserirà nel recovery plan la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina lancerò il movimento politico del meridione per cacciare tutti i ladri di consenso elettorale che siedono nel parlamento nazionale in rappresentanza del sud ma agiscono come gli ascari per salvare la propria poltrona e servire i padroni dei partiti”.

E’ l’annuncio del sindaco di Messina Cateno De Luca che annuncia nel suo profilo facebook la nascita di un Movimento politico del meridione.

“Non mi importa della mia carriera politica – scrive De Luca - perché non ha senso combattere in trincea per cercare di elevare gli standard dei servizi municipali e risolvere le questioni strutturali territoriali quando i nostri figli e nipoti muoiono e moriranno di fame e dovranno emigrare al nord Italia o peggio ancora all’estero.  La soluzione è molto semplice: nell’ambito di tutte le opere strategiche inserite nel Recovery plan l’Italia deve chiedere una espressa deroga per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina che potrà essere completato entro il 2030 piuttosto che 2026 come prevede l’Europa per il Recovery found.

Preferisco non fare più politica – conclude il sindaco - piuttosto che essere complice dell’assassinio socio economico della mia amata terra. Ora si parte con il nostro progetto meridionalista!”.

Già un paio di ore prima De Luca, in diretta facebook si era soffermato sulla questione ponte e sui lavori per il raddoppio per la tratta ferroviaria Giampilieri-Fiumefreddo attesa da trent’anni.

“Immaginate questo treno che parte da Giampilieri, arriva a Fiumefreddo e poi che fai scendi e procedi con lo scecco?”, ha detto stigmatizzando l’enfasi per la realizzazione dell’opera. Queste tratte da Salerno in su neanche le fanno, si parla di altre cose, di cose raffinate che per noi siciliani non si possono fare perché siamo un pugno di cog…, votiamo lo stesso a prescindere dalle condizioni in cui ci lasciano. Questa è la storia della Sicilia, del Meridione, e cosa dice il ministro Giovannini nel Recovery plan? Che non si mette il ponte sullo Stretto nel Recovery perché non si completerebbe entro il 2026. Magari lo completassimo entro il 2030! Ora voglio vedere i deputati che hanno fatto l’intergruppo per lo Stretto di Messina cosa faranno”. L’invito è a prendere posizione, “fate una bella mozione e dite a Draghi di non fare Conte”, ha detto De Luca “se ora che avete fatto l’intergruppo, tanta enfasi e quant’altro, farete passare il Recovery senza ponte, allora partirà la rivoluzione del Meridione, sarò io a capeggiare il primo a capeggiare il movimento meridionalista che mandi affanculo quella classe politica che continua a pisciarci in testa”.

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