"Ponte sullo Stretto realizzabile", per Picciolo di Italia Viva non è più tempo di valutazioni

Il segretario regionale di Sicilia Futura, oggi accanto a Matteo Renzi, entra nel dibattito sul progetto della megainfrastruttura

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

"Ponte di Messina, banda larga, Alta Velocità, ZES, aree portuali: non è più il tempo delle chiacchiere. In questa legislatura dobbiamo dare il via a tutte le infrastrutture che servono per il rilancio del Mezzogiorno e dell'Italia". E' questa la conclusione che campeggia sulla pagina di "Italia Viva" a seguito del confronto tra Davide Faraone e la Ministra delle infrastrutture durante il "question time" di ieri al Senato. Siamo orgogliosi, dice il Segretario Regionale di Sicilia Futura Beppe Picciolo, di aver condiviso con Davide la necessità di prendere una posizione chiara. Quello che ci sorprende, quindi, è che da ciò che abbiamo letto non sia emerso quanto il senatore Faraone ha ribadito nella sua replica alla Ministra. Italia Viva, infatti, oltre ad avere chiarito come il Ponte sia parte irrinunciabile dei progetti strategici del corridoio "Helsinki - La Vallletta", attraverso il quale la Comunità Europea mira a tornare baricentro del Mediterraneo, ha posto una chiara questione politica sulle irreversibilità dell’opera. Per noi di Italia Viva non è più tempo di studi, di valutazioni o, peggio, di rinvii tattici. Ricordando che il progetto del Ponte fu appaltato ed è quindi certamente realizzabile e caduti gli alibi dell'assenza di risorse non esistono più ragioni per non avviare una perequazione infrastrutturale che metta il Mezzogiorno in condizioni di divenire motore propulsivo dell'economia italiana.

In tal senso mi adopererò immediatamente, anche tramite il mio Gruppo Regionale, per comprendere, andando oltre le appartenenze politiche, quale sia la disponibilità a portare avanti questa battaglia anche da parte dei Governatori di Sicilia e Calabria.
Il tempo delle divisioni e degli integralismi lascerà il Sud veramente isolato. Oggi è il momento del “fare assieme”.

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