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Ponte, le reazioni dopo l'ok ai fondi: Lega esulta, Europa Verde parla di "scelta immorale"

L'opera unirà due regioni ma intanto divide sulla scia delle ideologie politiche. I commenti da destra e sinistra

Il ponte unirà due regioni, ma intanto continua a dividere sulla scia delle idologie politiche. Ed è così che l'annuncio del vicepremier Matteo Salvini sull'ok alla copertura economica per finanziare l'opera, spacca in due il Parlamento. Da un lato esultano Lega e Forza Italia, dall'altro si alzano le critiche della sinistra.

Il senatore messinese Nino Germanà, vicepresidente del gruppo leghista a Palazzo Madama, parla di "un’altra promessa mantenuta" e aggiunge in una nota: "in manovra la copertura per il Ponte sullo Stretto, finanziato per l'intero ammontare dell’opera, pari a 12 miliardi di euro. Ancora una volta, dal vicepremier Salvini e dalla Lega fatti non parole”.

Sulla stessa lunghezza d'onda Valentino Grant, europarlamentare della Lega, commissario Lega Campania.  “Come promesso dal ministro Matteo Salvini, nella manovra approvata dal Governo, sì alla copertura finanziaria sul progetto del Ponte sullo stretto di Messina. Una grande vittoria ottenuta dalla Lega al governo, un passo in avanti importantissimo per una struttura all’avanguardia e necessaria, fondamentale per il rilancio di tutto il Sud e per meglio collegare il Paese all’Europa. Sul Ponte, il governo fa sul serio: ancora una volta, Salvini passa dalle parole ai fatti. E ora ci aspettiamo le scuse dei tanti gufi che hanno parlato e scritto a sproposito nei giorni e mesi scorsi, oggi clamorosamente smentiti”.

Soddisfazione anche dalla deputata di Forza Italia Matilde Siracusano. "Ci sono, infine, i primi fondi per il Ponte sullo Stretto di Messina - che comunque, come tutte le opere pubbliche, è finanziato per l’intero ammontare con 12 miliardi di euro - e le rivalutazioni per le pensioni minime degli over 75. La maggioranza si conferma coesa e responsabile ed è pronta ad affrontare il percorso parlamentare della manovra”. Mentre plaude anche il Comitato Ponte Subito. 

“Prima dicevano che non c’era il progetto; poi dicevano che non c’erano i soldi; adesso cosa diranno, che mancano i mattoni? I ‘No-Ponte’, e anche gli scettici, sono per l’ennesima volta zittiti dai fatti. Il Ponte sullo Stretto è stato interamente finanziato nella Manovra di Bilancio approvata oggi dal governo, con un miliardo di euro già impegnati per il 2024 con l’avvio dei cantieri e poi quote crescenti negli anni successivi ad avanzamento lavori per un totale di 12 miliardi. I soldi, quindi, ci sono e ci sono tutti per realizzare la grande opera che rilancerà il Sud Italia. La splendida notizia di oggi – prosegue il presidente Peppe Caridi - conferma che il Ponte si farà: ci sembra di vivere un sogno, a maggior ragione se pensiamo che ancora soltanto un anno fa l’Italia era quella di superbonus e reddito di cittadinanza, misure assistenziali volte esclusivamente a sperperare denaro pubblico senza alcun risultato in termini di crescita e sviluppo. Al contrario, il nuovo governo è stato particolarmente brillante nel riuscire, in un solo anno, a bruciare le tappe e recuperare gli 11 anni perduti dai governi di centrosinistra che tra Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi hanno bloccato il Ponte e quindi ogni prospettiva di sviluppo del Meridione. Da parte nostra va un enorme plauso al ministro Salvini, che si è battuto in prima fila per questo risultato; al ministro Giorgetti e al premier Meloni che hanno sostenuto l’iniziativa, e alle Regioni Calabria e Sicilia che con Occhiuto e Schifani sono sempre state in prima linea nel progetto del Ponte, tanto che oggi la Sicilia si è impegnata a cofinanziare l’opera con un altro miliardo. I soldi, quindi, ci sono. La volontà pure. Il progetto, anche con tanto di comitato tecnico-scientifico già al lavoro per aggiornarlo alla fase esecutiva. Siamo certi – conclude il Comitato – che l’impegno preso da Salvini sull’inizio lavori nel 2024 sarà realtà: inizia a concretizzarsi il grande sogno del Sud, che finalmente grazie al Ponte potrà emanciparsi da arretratezza, povertà, sottosviluppo e marginalità”.

Lombardo (Mpa): "Atto concreto grazie al dialogo con la Lega"

Si tratta di un primo passo significativo e dirimente che è stato possibile compiere grazie alla politica di sussidiarietà e complementarietà che ha sempre perseguito il Movimento per l'Autonomia. Un partito nazionale come la Lega e un movimento territoriale si incontrano affinché si possano meglio rappresentare le istanze della Sicilia negli organi decisori nazionali ". Lo afferma il leader Mpa Raffaele Lombardo, commentando quanto governo regionale, con il finanziamento di 1 miliardo di euro, e quello nazionale hanno “individuato e deliberato le prime risorse per avviare i cantieri per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina”.

“Il Ponte sullo stretto -aggiunge- è il primo e strategico tassello di un vasto e articolato programma per la realizzazione di infrastrutture di collegamento ferroviario, autostradale ed aeroportuale di cui beneficerà la Sicilia”.

Cuffaro: "Con Berlusconi avevamo dato il via ai lavori, poi lo stop di Di Pietro"

"Da presidente della Regione Siciliana e con l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, avevamo dato il via ai lavori
per la realizzazione del ponte sullo Stretto. Si tratta di un'opera importante per i siciliani e per tutta l'Isola", dichiara il segretario nazionale della DC, Totò Cuffaro.

"L'allora ministro allE Infrastrutture Di Pietro bloccò i lavori, stornò le risorse già disponibili e negò questa grande possibilità di comunicazione e di sviluppo per noi siciliani. Oggi, finalmente, sarà possibile realizzarla. Un’opportunità unica. Grazie all'impegno del ministro alle Infrastrutture, Matteo Salvini, e del nostro presidente, Renato Schifani, verrà realizzata questa imponente opera che potrà essere la risposta fondamentale per una ulteriore ripresa di sviluppo e di lavoro", conclude.

Bonelli: "Scelta immorale"

“L’articolo 1176 del codice civile impone, al momento di contrarre obbligazioni e debiti, di comportarsi come un buon padre di famiglia. Io aggiungerei anche ‘come una buona madre di famiglia’, vista l’attenzione che le nostre madri dedicavano e dedicano al bilancio familiare. Non è, invece, quello che fa la manovra economica appena presentata dalla Presidente Meloni, che opera tagli su tutti i servizi pubblici, dirottando risorse verso la sanità privata. E mentre il trasporto pubblico, nel nostro Paese, è al collasso, vittima di un disinteresse cronico e di investimenti insufficienti, si decide di dare priorità a progetti come il ponte sullo Stretto di Messina, esaudendo le richieste di Salvini". Così il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, a Desio per supportare la candidatura di Marco Cappato alle suppletive del Senato.

"Come si può pensare di utilizzare 12 miliardi di euro, come confermato dal ministro Giorgetti, per un progetto del genere di fronte a un Paese in ginocchio dal punto di vista del trasporto pubblico locale e dei servizi pubblici essenziali? Il Governo - continua Bonelli - non conosce priorità del Paese e persegue una politica miope, che sacrifica il benessere presente e futuro della popolazione e dell'ambiente per interessi particolari e visioni a breve termine. La nostra battaglia in Parlamento sarà implacabile”.

Coro di no anche dai membri del Comitato No Ponte Capo Peloro. "Non ci sono soldi sufficienti per la sanità e la scuola, in Sicilia le reti idriche perdono il 50% dell'acqua, si esportano i rifiuti per mancanza d'impianti, incendi e dissesti distruggono il territorio e cosa fanno il governo nazionale e regionale?
Il governo nazionale ha oggi approvato il disegno di legge sul bilancio che prevede la copertura a rate dei costi del progetto del ponte sullo stretto di Messina e sempre oggi guarda caso il governo regionale s'impegna a pagare il primo miliardo del ponte (in cambio di cosa?) saccheggiando i fondi per lo sviluppo e la coesione che servono invece per rimuovere gli squilibri economici e sociali del Sud.
Il 9 ottobre scorso si era pure deciso con legge l'aumento del capitale sociale della Stretto di Messina di 50 milioni e l'eliminazione del tetto dei 240mila euro per i compensi dei dirigenti, dei dipendenti e degli amministratori della società concessionaria del ponte. Insomma non si trovano i soldi per i reali bisogni della Sicilia e del Paese e si trovano, persino a rate, per un’opera inutile, pericolosa, non prioritaria per i bisogni della nostra regione e del Sud come il ponte sullo Stretto di Messina".

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