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Un referendum sul ponte sullo Stretto, Bonelli sfida Salvini: "Vediamo se gli italiani lo vogliono"

A tu per tu con il leader di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi Sinistra. Che al ministr manda a dire: "Raccogliamo insieme le firme per chiedere agli italiani se vogliono o meno un ponte sullo Stretto di Messina"

"I nodi stanno venendo al pettine. Stiamo parlando di un progetto datato di decine di anni, di una gara di appalto del 2005. Sta venendo fuori che stanno analizzando qualcosa di datato, non allineato alla nuova cartografia e ai nuovi vincoli". Lo spiega, a Today.it, il leader di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Angelo Bonelli. A frenare l'iter dell'opera, cavallo di battaglia del leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, Il ministero dell'Ambiente dello stesso governo Meloni, che chiede ben 239 integrazioni. La coordinatrice della Sottocommissione per la Valutazione di impatto ambientale Paola Brambilla, in una relazione di 40 pagine, fa precise richieste di aggiornamento del progetto, per verificare ad esempio la compatibilità degli interventi con i vincoli e le tutele ambientali e paesaggistiche. Il documento del ministero dell'Ambiente chiede anche delucidazioni sull'analisi costi e benefici per valutare meglio il contesto sociale, economico, politico e istituzionale in cui si cala il progetto.

"In Europa - continua Bonelli - una cosa del genere non sarebbe possibile. E non sarebbe possibile neanche in un comune, perché se io domani vado in un municipio per chiedere la licenza per costruire la mia casa, gli uffici mi chiedono una documentazione aggiornata, a cominciare dalla zonizzazione sismica. Sul progetto del ponte sullo stretto non c'è la zonizzazione sismica. Poi parlano delle prove del vento, ma non dicono che sono state fatte anni e anni fa sul vecchio progetto".

Ma insomma, questo ponte si può fare o no?

"Alcuni giorni fa, all'Università La Sapienza di Roma, c'è stato un convegno di alcuni ingegneri che in passato erano stati fautori del ponte sullo Stretto di Messina. Tra loro c'era il professor Aurelio Misiti, che è stato il presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; un pasdaran delle opere pubbliche. Misiti ha detto che l'opera, fatta a una campata, non regge: hanno poi intervistato l'ingegnere cinese che sta costruendo il ponte a campata unica più lungo del mondo: quel ponte sarà lungo 1.488 metri, meno della metà di quello che dovrebbe collegare Calabria e Sicilia, che dovrebbe raggiungere i 3.300 metri. Insomma, si è messo in moto un meccanismo che servirà a creare un 'bancomat di stato'. Verranno drenate risorse pubbliche su un progetto vecchio e questa è la ragione per cui Ciucci molti documenti non li sta rendendo pubblici: perché se venisse fuori quello che si evince da quello che sta emergendo, sarà un problema serio".

Sta dicendo che si stanno mettendo 14 miliardi di euro su un'opera sapendo già che non si farà mai?

"Io ho un'idea. Penso che Salvini voglia incassare politicamente prima delle elezioni europee, dopodiché accadrà che diranno 'cambiamo questo progetto, facciamolo a più campate'. È questo il nodo: se avessero presentato subito un progetto a tre campate, con una campata centrale con pilone sott'acqua che avrebbe diminuito la luce e risolto una serie di problemi tecnici, un progetto che avrebbe avuto ovviamente costi molto più elevati, avrebbero dovuto fare la gara europea".

"Si è messo in moto un meccanismo che servirà a creare un 'bancomat di stato'. Verranno drenate risorse pubbliche su un progetto vecchio". Così Angelo Bonelli a Today.it

"Vi siete mai chiesti perché in Giappone e in Cina, dove sono all'avanguardia e intraprendenti sulla costruzione dei ponti, a nessuno è mai venuto in mente di costruire un ponte a campata unica così lungo? Ve lo dico io: perché la flessione della campata, sotto l'azione del vento, rischia di far deragliare i treni". 

Un eventuale cambio di progetto che peserebbe enormemente sulle casse dello Stato

"È questo il punto: io ho chiesto l'atto negoziale con il quale si stabiliscono anche le penali, ma mi è stato detto che è riservato. E così non vengono dati altri documenti come gli atti aggiuntivi sottoscritti dalla società Stretto di Messina e il consorzio Eurolink, guidato da Webuild. Il ministro Pichetto Fratin minimizza e dice che è normale che ci siano delle osservazioni: in verità non è assolutamente normale che un ministero contesti a un altro ministero documentazioni datate, vecchie e addirittura illeggibili su un progetto così delicato. In alcuni documenti i numeri non si leggono perché probabilmente non ci sono".

Insomma, il ponte sullo Stretto è stato e sarà sempre un plastico per fare propaganda elettorale in televisione?

"La strategia è mettere in moto un meccanismo, bloccare ingenti risorse, vincolare lo Stato a una società costringendolo in qualche modo ad andare avanti per non incorrere in penali e andare all'incasso in termini di consenso".

Ma i calabresi e i siciliani il ponte lo vogliono davvero?

"Secondo me no. Come non lo vuole la maggioranza degli italiani. Per questo sfido Matteo Salvini: facciamo un referendum, raccogliamo insieme le firme e andiamo a votare, io per il no e tu per il sì e vediamo se gli italiani vogliono questa opera. E se non si dovesse comunque raggiungere il quorum - lo sfido anche su questo - teniamo conto dell'indicazione della maggioranza dei votanti".

Fonte. Today.it

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