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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Politica

Carenze e precari nelle Asp, Razza chiede di avviare la ricognizione ma è polemica

Secondo il leader di Sicilia Vera di tratta di un grande bluff elettorale. Dal sindacato Ugl Sicilia il monito a tenere lontano “l’assessorato alla salute da beghe partitiche, appetiti elettorali"

Carenze d’organico e stabilizzazione dei precari legati all’emergenza Covid di nuovo sotto la lente. A riaccendere i riflettori il leader di “Sicilia Vera” e “Sud chiama Nord” Cateno De Luca che stamani ha attaccato l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza per una nota alle Asp alla vigilia dell’election day.

“Una nota contraddittoria”, scrive De Luca “con la quale il 21 settembre Razza chiedeva alle aziende sanitarie di procedere all'attività ricognitiva per propedeutica alle procedure di stabilizzazione. Una nota già contraddittoria  di suo perché lo stesso Razza evidenzia l'imprescindibile autonomia di ciascuna azienda nella gestione del personale. Eppure sceglie di emettere una nota che come avevamo denunciato aveva il sapore della mera propaganda elettorale. A confermare il grande bluff oggi – secondo De Luca - è la stessa azienda sanitaria di Catania che non solo non procede alla stabilizzazione ma sceglie di dimezzare il servizio tagliando le ore di lavoro da 30 a 12 alla settimana fino al 31/12. Oltre al danno la beffa per tutti gli operatori esclusi dal bando di selezione del personale indetto dall'Asp di Catania ad aprile che non ha tenuto in considerazione punteggi aggiuntivi o titoli preferenziali per quanti in fase emergenziale avevano operato in situazione di estrema difficoltà. Ci auguriamo a tal proposito di non ritrovare tra coloro che hanno superato le selezioni volti noti o nomi altisonanti collegati a politica del centro destra  o notabili alle dipendenze delle Asp. Al contempo chiediamo a Musumeci un atto di responsabilità nei confronti di un'intera categoria illusa e oggi delusa da promesse elettorali. Le cambiali - conclude - lo avevano detto in tempi non sospetti, vanno onorate e non è pensabile giocare con il destino delle persone per i propri fini propagandistici. Facciamo nostro l'appello dei sindacati e siamo vicini ai lavoratori presi in giro e scaricati da un giorno all'altro senza alcun rispetto”.

E proprio dai sindacati arriva anche un altro appello, quello di tenere lontano “l’assessorato alla salute da beghe partitiche, appetiti elettorali e da spartizioni degne del miglior "manuale cencelli" e da ambizioni personali a vario titolo".

Il monito è stato lanciato da Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, rispettivamente segretario e aggiunto della federazione regionale Ugl Salute Sicilia, dopo le ultime notizie apparse sui media circa la formazione del nuovo Governo siciliano guidato dal presidente Renato Schifani. Fra i nomi in pole position quello di Massimo Russo ma per un assessorato corrono anche le messinesi Elvira Amata e Bernadette Grasso.

"Quello della Salute è per noi un assessorato fuori quota, considerato che riguarda la prima industria della nostra Regione e la vita di milioni di siciliani. Non dobbiamo dimenticare prima di tutto che siamo ancora alle prese con la diffusione del Covid-19, ma anche che bisogna correre per il proseguimento della realizzazione dei progetti finanziati con il Piano di ripresa e resilienza - fanno notare Urzì e Lanteri. Inoltre finalmente, dopo decenni di attesa, grazie alla rimodulazione degli organici ci sarà continuare a rimpolpare reparti e ambulatori di Aziende sanitarie ed ospedaliere, grazie anche all'esperienza accumulata dai lavoratori impegnati nell'emergenza Covid-19 che non può andare dispersa. C'è anche da rilanciare il servizio di emergenza e urgenza 118, conferendogli pari dignità rispetto ad una qualsiasi Azienda sanitaria o ospedaliera ed effettuando quell'indispensabile turn over del personale da più parti invocato. Occorre, infine, riprendere il percorso avviato per affrontare la questione allacciata alla gestione delle cosiddette "cronicità", per liberare i pronto soccorso attivando la "lungoassistenza" e incrementare la "lungodegenza", oltre che affrontare i problemi connessi alle cure palliative ed alla terapia del dolore. E' urgente mettere mano sulla complicata situazione delle liste d'attesa. Alla luce di queste considerazioni - concludono i due esponenti della Ugl Salute Sicilia - confidiamo nell'autorevolezza e nella saggezza del neo presidente della Regione siciliana (a cui rivolgiamo le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro), perchè le attività legate alla salute dei siciliani non siano assolutamente oggetto di giochi politici e meritano di essere governate dal profilo politico o tecnico che sia migliore possibile".

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