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Domenica, 3 Luglio 2022
Politica

Premio di maggioranza, si studia la legge ma finirà tutto al Tar 

Al presidente del seggio centrale, il magistrato Bonanzinga, il compito di “interpretare” il regolamento per l’attribuzione ma già sono pronti i ricorsi

A nove giorni dalle elezioni, il conto alla rovescia è iniziato. Mancano tre sezioni per il completamento dello spoglio, le 237-238-243, e più si avvicina la resa dei conti più aumentano le titubanze sull’attribuzione del premio di maggioranza. In ballo di sono i 20 seggi che spettano alla coalizione le cui liste dovessero ottenere il 40% delle preferenze al primo turno. È la circolare regionale dello scorso 18 maggio (leggi qui) a definire bene il tutto, anche se le interpretazioni sono diverse, a seconda dello schieramento. 

Il dato certo, al momento, è che le liste collegate a Federico Basile (tutte) con 250 sezioni scrutinate su 253, hanno ottenuto 36557 voti e il 39.68% dei voti. Quindi ad un soffio dal 40%. Il presidente del seggio centrale, il magistrato Corrado Bonanzinga, starebbe da giorni ormai studiando la normativa per dare una interpretazione inattaccabile ad eventuali ricorsi. Per tutti quelli che frequentano i corridoi di Palazzo Piacentini Bonanzinga è “la Cassazione”, a testimonianza della competenza e della scrupolosità del magistrato. La sua indicazione, a spoglio completato, servirà alla composizione del nuovo Consiglio comunale. Ma i ricorsi al Tar, però, sembrano scontati. A prescindere da quello che deciderà. Per lo schieramento di Basile “quelle al di sotto del 5% non vanno considerate”, lo ripete da tempo l’avvocato Vincenzo La Cava che richiama una interpretazione del Cga. Ma nelle altre coalizioni non sono d’accordo e quindi la strada del ricorso al tribunale amministrativo sembra tracciata anche perché in gioco ci sono gli scranni (con tutto ciò che ne comporta) di Palazzo Zanca. 

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