Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Brindisi per il nuovo anno di De Luca, la sfida al consiglio comunale: “Nuovo patto per la città o torniamo al voto”

Il sindaco chiede la nascita di un integruppo consiliare “Per Messina”, lontana dalle logiche politiche per governare “senza ricatti”. L'ingresso in giunta dell'ingegnere Caminiti e il debutto di Salvatore Ingegneri “per parlare ai giovani”

Due ingegneri nella nuova squadra del sindaco Cateno De Luca. Si tratta di Francesco Caminiti che seguità dalla pianificazione e l’efficentamento delle risorse idriche ed energetiche all’informatizzazione della pubblica amministrazione, e di Salvatore Ingegneri, 27 anni, che arriva come consulente per le politiche giovanili ma che fra sei mesi prenderà il posto dell’assessore Enzo Trimarchi che rimane giusto il tempo di completare questa fase del ciclo scolastico.

Sono stati presentati tra gli applausi, dopo un’ora di “comizio” sulle scale di piazza Unione Europea, dal sindaco che ha voluto brindare con la città al nuovo anno non prima di aver tracciato di nuovo un bilancio delle attività svolte e lanciato quella che ha definito la “sua nuova sfida per il futuro della città”, un patto da sottoscrivere con il consiglio comunale che ha già un nome, “Cambio di Passo”, pena nuove elezioni fra qualche mese.

Noi e la vecchia amministrazione? L'oru cu ghiummu

Ma andiamo per ordine. De Luca ha ricordato quello che sono stati i risultati di questo primo anno di amministrazione, elencati anche nel monologo di ieri in occasione del discorso di fine anno in cui, come oggi, non ha risparmiato attacchi alle precedenti amministrazioni, quella di Renato Accorinti in particolare e a chi “ritene di fare opinione in questa città, sempre pronti – ha detto De Luca - ad evidenziare il fallimento, solo perché abbiamo avuto il coraggio di ‘fare’, di osare. Abbiamo inaugurato un nuovo modo di agire e pensare, in una città dove troppi benpensanti sono pronti a dire come si poteva fare in modo diverso o migliore. Peccare che prima però non l’ha fatto nessuno. Ecco perché qualunque tipo di confronto è offensivo – ha incalzato - l’oru cu ghiummo non si può confrontare. Non abbiamo niente a che fare con certi inquilini che hanno contribuito a dare il colpo di grazia alla città senza sporcarsi le mani”.

Anni di cattiva amministrazione, secondo De Luca, che ora costringono a correre a velocità supersoniche. Ed è pe questa necessità di correre che De Luca  lancia il patto “Cambio di passo” con il consiglio comunale, per superare quello che ha definito cortocircuito fra la sua stanza “in cui passiamo quasi notte e giorno” e quella del consiglio. Qualcosa va modificata, ha detto rivolgendosi al presidente del Consiglio, se non vogliamo che si verifichi quello che è accaduto a fine dicembre con il contratto di servizio dell’Atm”.

Modifiche sui gettoni di presenza e dirette del consiglio

Due sono le strade: “O c’è la capacità come nel 2019 per il Salva Messina, di definire una strategia che ci consente di andare avanti, o restituisco ai titolari della democrazia la decisione. In questi mesi sono stato un sindaco, cavaliere solitario errante, senza consiglieri comunali  –  ha detto - ho fatto le più inumane cose per portare risultati. Ora siamo ad un bivio, o si rigenera il patto con il consiglio o a maggio ce ne andiamo a casa”.

Ma  cosa chiede oggi al consiglio comunale? Modificare il regolamento consiliare sui gettoni di presenza: “Non è giusto che chi viene, bacia il santo e se ne va, venga equiparato a chi sta in consiglio comunale a dibattere, discutere e lavorare sulle modifiche possibili”.

La seconda richiesta riguarda le dirette streeming del consiglio: “Domani darò disposizioni per chiedere la diretta, così rimane la registrazione di tutto ciò che succede, la città deve sapere”.

Intergruppo “Per Messina” o nuove elezioni

Ma la prima esigenza è creare in consiglio comunale, entro il 10 gennaio, un intergruppo. “Lo chiameremo ‘Per Messina’ – ha detto De Luca - i consiglieri che ritengono di poter scrivere con me il nuovo patto con la città ben vengano, hanno la possibilità di suggerire ma non in contrasto col programma, perché devono ricordare sempre che il governo è stato demandato a De Luca e alla sua giunta. Si esca allo scoperto. Sotto il profilo politico non ci devono essere commistioni.

Nei prossimi giorni chiamerò uno ad uno, non me ne vogliano capigruppo dei partiti, ogni singolo consigliere, darò atto ufficialmente alla città di coloro che si schifiano di venire perché tutti  devono sapere dove prevale la logica politica a scapito della città.  Il patto può fermarsi anche a dicembre del 2020, poi ci fermeremo a ragionare e a capire se ne è valsa la pena. Mettiamo da parte il nostro egoismo, questa è la sfida”. Questo patto deve passare da una delibera del consiglio comunale, con un ordine del giorno che conterrà tutti i punti su cui si siamo trovati d’accordo sindaco e consiglieri.

“Se non c’è questa fiducia, vuol dire che ci abbiamo provato – ha detto De Luca – Vuol dire che garantirò il commissariamento più breve della storia. Mi dimetterò ma starò qui fino all’ultimo giorno, mi riproporrò e ci rifaremo la campagna elettorale. Non posso accettare di subire ancora compromessi al ribasso o anche qualche ricatto”.

Poi le novità dell’amministrazione. Oltre il nuovo assessore e il consulente che prenderà a breve il posto di Trimarchi, anche la nuova governance della Messina social city. De Luca ha ringraziato Enrico Bivona per aver portato avanti nel primo “delicato” anno di vita e affidato il futuro a  Valeria Squini (presidente), Fabrizio Gemelli (vicepresidente) e Simona Romano.

Novità anche sul fronte del nuovo palazzo di giustizia, dove la consulenza del giovane avvocato, Alberto Vermiglio, presidente dell’Aiga, dovrà fornire supporto quotidiano e operativo per accelerare sulla realizzazione nuovo Palazzo di Giustizia. "Con questi cambiamenti abbiamo fornito la prova della nostra buona volontà ad andare avanti” ha detto il sindaco senza nascondere che le new entry sono evidentemente ben viste da alcuni consiglieri che il sindaco ha citato in questi giorni per senso di responsabilità.

Ora la parola passa al Consiglio.

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