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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Politica

Rete No Ponte rilancia la mobilitazione: “Mai con Salvini, le nostre paure erano reali”

Preoccupazione per la possibile ascesa di un governo di centro-destra che riproponga anche la mega opera. Oggi il vicepremier a Vittoria per incontrare la famiglia dei cuginetti uccisi dal Suv e poi ritorno a Roma per affrontare la crisi di governo con una certezza: “Elezioni subito”

Non ha portato bene il ferro di cavallo contro la jella donato da una pensionata di Taormina al vice premier Matteo Salvini. L'arrivo al lido Caparena era stato disseminato da una serie di manifesti con messaggi ben chiari “La Sicilia non si Lega”. 

Ma se al Caparena di Taormina, accompagnato dal giovane sindaco di Furci Siculo Matteo Francilia, commissario della Lega a Messina, Salvini ha dovuto fare i conti solo con un contestatore solitario e il ministro si è poi potuto dedicare a selfie, giornalisti e operatori che lo riprendevano sotto l'ombrellone a sorseggiare acqua minerale con limone, a Catania e Siracusa la situazione si è complicata con contestazioni che lo hanno costretto a cambiare programmi.

Non si è fermato invece il comizio a Ortigia nonostante fischi, flash mob e striscioni con la scritta “fascista, fascista” e urla dei manifestanti che il vicepremier ha concluso sventolando e baciando il rosario.

Troppe contestazioni, non si ferma in piazza Duomo a Catania

Stamattina, prima del ritorno a Roma, tappa a Vitttoria dalle famiglie dei cuginetti uccisi dal Suv di un pregiudicato, e poi il ritorno a Roma con la crisi di governo che si è aperta nel cuore dell'estate, dove incontrerà gli “alleati”.

Dai microfoni di Taormina è stato categorico: il leader della Lega pressa per elezioni subito e chiede che il Parlamento si esprima prima di Ferragosto: 'Niente inciuci, gli italiani vogliono un governo forte e libero'.

Sempre dal lido Caparena ha anche annunciato poi che la manovra della Lega è già pronta, entrando nel dettaglio: tasse ridotte al 15% per milioni di lavoratori italiani, pace fiscale con Equitalia per milioni di Italiani. E ponte sull Stretto.

Una dichiarazione che ha subito scatenato la reazione della Rete No Ponte di Messina che in un comunicato ha espresso tutta la propria preoccupazione: “Noi dalla parte di Salvini non ci staremo mai, noi difendiamo la nostra terra!”.

La Rete No Ponte ha posto l'attenzione sulla necessità di non abbassare la guardia. “Il 26 luglio, a Messina, la Rete No Ponte ha dato una risposta concreta anche a tutti coloro che rispondevano “tanto il ponte non lo fanno” - si legge nella nota -  Durante le assemblee precedenti al corteo abbiamo ribadito più volte la necessità di una mobilitazione, soprattutto per il rischio nel caso di ascesa di un governo di centro-destra, di rilancio dell’idea del Ponte sullo Stretto. Ed eccoci qua! Il via è stato dato, qualche settimana fa, dalla parlamentare regionale di Fratelli d’Italia Elvira Amata che ha rilanciato 'l’importanza di un’opera come il Ponte sullo stretto' e poi dalla parlamentare di Forza Italia Matilde Siracusano che ha auspicato una mobilitazione nazionale pari a quella Si Tav di qualche mese fa”.

Secondo la Rete No Ponte si è chiuso il cerchio con le dichiarazioni ieri a Taormina di Matteo Salvini che “confermato esattamente ciò che abbiamo ripetuto per mesi e mesi”. 

“Sotto il sole torrido dell’estate pre-corteo ci accusavano di fare le cose “a freddo” e che una manifestazione ormai era inutile - si legge nel comunicato -  Eppure, i fatti dimostrano chiaramente che le abbiamo indovinate tutte.  Durante la preparazione del corteo, hanno remato contro associazioni, movimenti, e partiti che, nel loro classico modus operandi, preferiscono aspettare piuttosto che fare. Lo abbiamo visto nel tempo, prima quando sostenevano che Salvini non si doveva contestare “per non dargli visibilità” e oggi con i giudizi sul corteo. Abbiamo visto come nel tempo si è distrutto un movimento, con promesse fatte e mai mantenute fino a portare una città come Messina, da sempre no ponte, all’amara accettazione del 'tanto non abbiamo nulla da perdere, vediamo che succede se si fa il Ponte'”.

Ma la Rete non molla e chiama tutti alla mobilitazione: quella del 26 luglio “ha solo gettato le basi per un fronte di resistenza concreto contro il rilancio del Ponte sullo stretto”.

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