Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Ex Province, De Luca faccia a faccia con Musumeci e Armao: sui fondi di coesione non si torna indietro

Riunione all'associazione Comuni d'Italia con il presidente della Regione e l'assessore. Il sindaco insiste sui 350 milioni per le città metropolitane e prepara un nuovo libro bianco. Ma con i Cinquestelle non si placa lo scontro

Lo sciopero della fame del sindaco De Luca è terminato ma non le polemiche. Il caso dei fondi per salvare dal fallimento le Città Metropolitane, compresa Messina, è aperto.

La riunione tra i componenti del Consiglio di Anci Sicilia e il governo regionale, presenti il Presidente Nello Musumeci, gli assessori Gaetano Armao e Bernadette Grasso. ha visto De Luca, membro del consiglio regionale di Anci, affermare che l’unica strada per non dichiarare il dissesto è attingere ai 350 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione (Fsc) che anche la maggioranza dell'Ars ha indicato in un ordine del giorno. 

“A Roma – dichiara De Luca – come sappiamo è in corso la discussione sulla questione delle ex Province. Bene, noi dobbiamo imporci affinché l’accordo tra Stato e Regione cambi: occorrono 350 milioni dal Fsc per avere la tranquillità su base triennale e risolvere i problemi strutturali di Città Metropolitane e Liberi Consorzi. Lo anticipo qui, ma lo spiegherò in una conferenza stampa martedì prossimo, in cui presenterò il "Libro bianco sui fondi extra regionali": i soldi ci sono, ci spettano e dobbiamo utilizzarli. Sono almeno 800 i milioni oggetto di possibile riprogrammazione”.

“L’assessore Armao - continua il primo cittadino – ha affermato che è stata avanzata a Roma la richiesta per avere 350 milioni di euro da prelevare dal Fsc e utilizzarle per le ex Province Siciliane e che dal Governo centrale è stato detto no. È ovvio che a noi non risulta tutto questo, anzi c’è purtroppo ancora la volontà da parte del Governo di non utilizzare le risorse del fondo, nonostante il voto del Parlamento Siciliano dica il contrario”. 
“Spiace sentire ciò – sottolinea il sindaco di Messina – specie a seguito del mio invito a mettere da parte ogni attrito per individuare con praticità l’azione congiunta e chiudere la partita. In più, mi rivolgo al Presidente Orlando: manca ancora il documento di Anci Sicilia che accerti quali sono i disavanzi e gli avanzi reali per ogni ex Provincia, in modo tale da fare l’operazione algebrica che ci consente la norma. Finiamola di nascondere le cose”. 
“Chiarito questo, il mio invito al Governo – conclude De Luca – è quello di fare uno sforzo, non presentarci a Roma con il cappello in mano e prendere ciò che è nostro. Io ho già dovuto bloccare 50 milioni di euro per appalti fatti e altri 100 milioni per quelli già programmati. Sono seriamente preoccupato e non solo per Messina, perché anche tutte le altre ex Province si trovano in questa situazione, con investimenti bloccati che ricadono su più annualità. Non serve tappare il buco di un anno. La mia soluzione ci consentirebbe di fare i bilanci triennali sotto il profilo giuridico e avviare le gare d’appalto”.

I Cinquestelle hanno attaccato De Luca al termine della protesta a Palazzo dei Leoni: "Ci duole ricordare al sindaco di Messina – hanno detto i deputati regionali Antonio De Luca e Valentina Zafarana – che l’approvazione di un ordine del giorno non costituisce alcuna vittoria in tema di risanamento delle ex province. Ancora una volta Cateno De Luca vende ai cittadini fumo, come già fatto con i 150 milioni promessi nella sua campagna elettorale da sindaco mentre era deputato Ars e ancora gli oltre 200 milioni che aveva promesso di trovare per il risanamento, ridotti in realtà a pochi spiccioli. E’ risaputo che l’approvazione di un ‘ordine del giorno’ Ars non vale niente di più di un suggerimento a futura memoria per il governo regionale che nulla ha fatto e nulla farà per le ex province, quindi non risolve alcunché, non serve ad assegnare somme alle ex province, non serve a chiudere i bilanci”, proseguono i deputati, che definiscono le parole del sindaco “assurde, l'uomo politico ha il dovere di dire le cose come stanno e Cateno De Luca sta facendo tutt’altro. Fortunatamente la questione ex Province è oggetto di attenta analisi sui tavoli ministeriali del governo nazionale che lui tanto detesta.

Comprendiamo perfettamente che quando arriverà la soluzione a questa annosa questione, sarà per lui quasi un fastidio dover ammettere che il governo del Movimento 5 Stelle c’è e funziona, ma pian piano se ne farà una ragione. Il sindaco De Luca,  torni quindi a fare ciò che gli riesce meglio, ovvero fare scalpore, organizzare colpi di teatro per attirare l’attenzione su di sé. De Luca torni a digiunare sereno, il suo è un ottimo modo per buttare giù i chili presi durante i tanti aperitivi e cene elettorali. Nel frattempo noi continueremo a lavorare seriamente e concretamente per la risoluzione dei problemi delle province e dei cittadini”.

“Mi rivolgo ai deputati messinesi del M5S, Valentina Zafarana e Antonio De Luca: ancora siamo in attesa che il vostro sottosegretario, Alessio Villarosa, risolva il problema delle ex Province siciliane - replica Cateno De Luca - si era data come scadenza il 31 marzo ma come è sotto gli occhi di tutti, non solo non si è risolto nulla, ma si ha anche l’ardire di continuare a fare cecchinaggio politico, utile solo a picconare le macerie di quel che resta delle ex Province, avrebbero dovuto tacere visto che sono la principale causa del collasso di Città Metropolitane e Liberi Consorzi, invece, quasi con sadico egoismo, continuano a godere se non si raggiungono gli obiettivi. Provenienti dalla scuola del ‘tanto peggio, tanto meglio’, anche quando facciamo un passo in avanti per sostenere il bene comune, cercano di insabbiare l’ovvio con l’improbabile, per l’appunto con scorrette azioni di sommario cecchinaggio"
 

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