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Marcia dei sindaci a Palermo, le testimonianze di chi rischia il default

La manifestazione organizzata dal sindaco Cateno de Luca: “E' il momento di avere una chiara e definitiva sui ruoli e le competenze delle ex province”

“Cambiare i termini dell’accordo, 150 milioni di euro non possono bastare. Occorre assolutamente inserire altri 350 milioni e dare la tranquillità di poter svolgere servizi e avviare le gare d’appalto“.  Lo ha ribadito il sindaco Cateno De Luca alla marcia dei sindaci partita oggi da piazza Indipendenza a Palermo per fare tappa davanti il palazzo della Regione.

La manifestazione è stata organizzata dal sindaco metropolitano insieme ai deputati regionali Vincenzo Figuccia e Danilo Lo Giudice e si è svolta oggi in occasione della Festa per l'Autonomia della Regione Siciliana.

Tanti i primi cittadini arrivati da tutte le parti della Sicilia, compresa una rappresentate di San Pietro Platani, Adriana Vitalà, a testimoniare le difficoltà di una comunità rrimasta senza primo cittadino per questioni giudiziare controverse.

Le testimonianze hanno fatto il paio con l’appello di Cateno de Luca: “Occorrono maggiori risorse per scongiurare il dissesto. E' il momento di avere una chiara e definitiva sui ruoli e le competenze delle ex province. Non si può stare costantemente nel limbo. Dichiarare il dissesto sapete cosa significa? Abbiamo a Messina un’ottantina di colleghi precari. Potremo salutarli definitivamente”. 

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“Sicilia Futura si aspetta oggi dalla marcia dei sindaci a Palermo lo stesso risultato che tutti i siciliani onesti auspicano ovvero la totale restituzione da parte del Governo nazionale di tutte quelle somme spettanti ai Comuni siciliani”, ha dichiarato il segretario regionale di Sicilia Futura Beppe Picciolo, che esorta il sindaco di Messina ad andare avanti all'unisono con gli altri sindaci “perché siamo convinti che, al termine degli incontri istituzionali col Presidente della Regione e dell'Assemblea regionale siciliana, sarà possibile chiudere un accordo che privilegi esclusivamente quelle garanzie fondamentali che possano garantire ai Comuni dell'Isola i 340 milioni di euro ingiustamente sottratti. Non chiediamo nulla di più di quanto già stanziato, vogliamo solo quanto già da tempo previsto per consentire agli Enti locali di ripartire con tutte quelle iniziative a sostegno dei lavoratori e mettere in cantiere quelle opere necessarie ed indispensabili al rilancio dei nostri territori”.

De Luca, dopo la marcia, ha toccato anche il tema del mancato avvio dei comizi elettorali. «Mi sono rifiutato di convocare i comizi elettorali – ha detto - E mi è costato probabilmente mille euro di tasca, perché è stato nominato un commissario e le spese le addebiteranno a me, a livello personale. Ma questa questione l’avevo posta a metà aprile, quando c’è stata la riunione dell’Anci. Non capisco perché, alla fine, solo noi siamo stati coerenti con le dichiarazioni che abbiamo fatto”. 

Poi, riportando la questione sulle ragioni della manifestazione ha invocato un confronto – anche aspro - ma con la volontà di trovare la soluzione. “Noi l’abbiamo individuata – ha aggiunto - e non costa nulla. Non accetto che si dica in modo generico che stiamo togliendo fondi a progetti strategici perché questi progetti attualmente non ci sono, così come non ci sono appalti”. 

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