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"Reazione a Cateno": si compone il fronte dell'opposizione a De Luca a partire dal report annuale del sindaco

La risposta di sei gruppi politici al primo cittadino e agli atti di consiglio e della Giunta in un documento di oltre cento pagine presentato questa mattina in diretta. "Non opposizione sterile ma lettura attenta delle carte", hanno spiegato

Dalle società partecipate, ai bilanci comunali, dai servizi sociali, al linguaggio del sindaco. Nelle 117 pagine delle controrelazione "Reazione a Cateno, un'analisi sulla relazione annuale dell'Amministrazione comunale" c'è una disamina attenta che vuole fotografare il quadro dell'amministrazione rispondendo alla relazione annuale presentata dal primo cittadino. Ad averlo redatto sono Cambiamo Messina dal Basso, Articolo uno Messina, Messinaccomuna, Partito della rifondazione comunista, Più Europa e Rete34+. I soggetti politici di opposizione hanno presentato in conferenza stampa l'analisi dettagliata della macchina comunale e richiamato, a partire da questa prima documentazione prodotta, alla partecipazione di tutti per la costituzione di una ragionata opposizione alla politica dell'amministrazione comunale. 

A presentare il progetto l'ex assessore all'ambiente Daniele Ialacqua. "Abbiamo preso la relazione del sindaco, messo a nudo la fotografia della città vera e redatto una nuova immagine di Messina - ha spiegato - Ciò che colpisce è che le idee guida del programma elettorale propagandati da De Luca sono spariti come l'abolizone delle partecipate o delle circoscrizioni, per fare degli esempi. La direzione della privatizzazione intrapresa dall'attuale amministrazione si muove nel segno di quella vecchia politica che ha dato il peggio di sè e che De Luca sta riportando alla luce".

La richiesta dellinterforza politica è quella di riunire tutte le forze progressiste della città attraverso un dialogo propositiva per Messina. "Noi non ci rivolgiamo al sindaco ma a tutta la città e a tutte le forze politiche, sindacali e sociali che hanno una idea che si avvicina alla nostra - ha spiegato Domenico Siracusano di Articolo Uno - Lo stile che ha caratterizzato il lavoro non è polemico né va alla ricerca di visibilità ma vuole approfondire con rigore l'operato di Palazzo Zanca.  Una città alternativa esiste e deve emergere. Si è assistito in questi anno all'esternalizzazione della macchina comunale su partecipate vecchie e nuove non necessarie che sfuggono al controllo del consiglio comunale e che non hanno migliorato i servizi. Messina ha bisogno di una visione di città condivisa". 

A presentare la disamina dei conti del comune è stato l'ex assessore al bilancio Guido Signorino. "La situazione debitoria è nascosta dalla presunta situazione positiva del bilancio comunale che emerge nella sua debolezza se si confronta con il bilancio delle partecipate - ha spiegato - Vogliamo rispondere alla necessità di offrire alla città la verità sulle vicende amministrative che sono confuse da De Luca. Creare la consapevolezza per consentire ai cittadini di formare una idea politica al di là della propaganda è prioritario". 

A insistere sulle promesse legate al risanamento Antonio Currò, segretario del circolo "Peppino Impastato" Rifondazione Comunista. "Siamo davanti a un illusionista, manipolatore. - ha detto - Non abbiamo la presunzone di dire la verità ma di afre autentica opposizione a De Luca con un giudizio netto sulla relazione del sindaco ricca di falsità e manipolazioni. De Luca aveva detto che in due mesi avrebbe abbattuto 3 mila baracche e consegnato case a 3 mila cittadini. Una grande menzogna che ha offeso l'intelligenza di tutti i messinesi". 

Sottolinea l'inadeguatezza dello stile comunicativo del primo cittadino la giornalista Palmira Mancuso, coordinatrice del gruppi +Europa Messina. "Una comunicazione egoriferita con un linguaggio che offende l'interlocutore e un utilizzo dei mezzi di comunicazione non ufficiali che non lasciano spazio alla democrazia - ha spiegato - Dietro il linguaggio c'è una idea politica e mostrare queste criticità vuol dire fare esercizio di democrazia alternativa. L'intento divisorio del sindaco si contrasta soltanto con uno sforzo di maturità politica che abbia lo scopo di raggiungere la verità". 

Ad evidenziare le carenze del settore dei servizi sociali Angela Rizzo, di Rete34+. "Dietro i servizi sociali ci sono politiche sociali e non sono mai state peggiori di come sono adesso - ha denunciato - A Messina non esistono servizi né c'è una vera politica per i minori e per i disabili. Ad oggi la "Messina Social City" ha messo al centro non la persona vulnerabile ma gli operatori. Il costo dei servizi è aumentato ma gli utenti non sono corrisposti dalle giuste prestazioni. Lo stesso dato sulla povertà non è chiaro all'amministrazione". 

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