Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Saltano le nomine nei Parchi, Domenico Barbuzza in stand By

Il capogruppo del sindaco Mancuso era in pole position per la guida all'Ente dei Nebrodi commissariato da quasi due anni. Fava: “Adesso il Governo dia una guida adeguata a questi Enti, ascoltando i territori e le amministrazioni locali”. M5Stelle: “Musumeci non sfugga ai criteri di trasparenza”

Salta la nomina di Domenico Barbuzza, consigliere capogruppo di maggioranza del sindaco Mancuso di Sant’Agata Militello, in pole position per la nomina all’ente parco dei Nebrodi.

Barbuzza, nella grazie dell’assessore Bernadette Grasso, dovrà attendere adesso che rientri la polemica con le forze di opposizione, in primis Pd e Movimento5Stelle che hanno duramente contestato le procedure del presidente della Regione, Nello Musumeci.

A far esplodere la protesta sulle quattro nomine è stato in particolare il caso del Parco dell’Etna dove era stato designato Carlo Caputo, ex sindaco di Belpasso, politicamente vicino al deputato musumeciano Giuseppe Zitelli. Anche in aula si era consumato lo scontro sul nome di Caputo e Musumeci ne aveva rivendicato la scelta, salvo oggi bloccare tutto.

A farne le spese dunque anche la nomina al Parco dei Nebrodi di balbuzza che sembrava scontata. L'ente è commissariato da quasi due anni.

Con una comunicazione asettica dopo mesi di attese, il presidente Musumeci ha comunicato oggi il ritiro delle proposte per le Presidenze degli Enti parco della Sicilia.

“Una retromarcia scontata - ha dichiarato Claudio Fava, dopo la riunione della I Commissione dell'Ars durante la quale è stato comunicato il ritiro delle nomine da
parte del Governo - viste le perplessità e i dubbi che avevamo fatto emergere sulle indicazioni della Giunta regionale. Adesso il Governo dia una guida adeguata a questi Enti, ascoltando i territori e le amministrazioni locali senza utilizzare la macchina regionale, come fatto fino ad ora, unicamente come centro di collocamento per il proprio personale politico."

“Temiamo che questa marcia indietro nasconda altre manovre che consentano al governo Musumeci di sfuggire ai minimi criteri di trasparenza e collegialità che sono prerogative del Parlamento Siciliano organo che rappresenta i cittadini di questa regione - spiega invece la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Gianina Ciancio -  Non vorremmo che si tratti di un escamotage per fare uscire i nomi dal portone e farli rientrare dalla finestra”. 

“Il ritiro delle nomine - spiegano i componenti della I commissione Ciancio, Pagana, Mangiacavallo e Siragusa - se da un lato rappresenta una vittoria per l'opposizione, non ci lascia sereni, sia perché questi Enti hanno comunque urgente bisogno di una governance stabile, sia perché è alto il rischio che gli stessi nomi vengano riproposti  come commissari. Se così fosse saremmo di fronte ad un atto di forza senza precedenti, oltre che ad uno sgarbo istituzionale e uno schiaffo alla commissione competente, che stamattina aveva i numeri per bocciare qualche nomina. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un'ulteriore gestione commissariale, che dura ormai da anni. La politica si prenda la responsabilità di nominare soggetti competenti, lontani dalle logiche politiche e partitiche, che abbiano visione e quindi la capacità manageriale di riprendere in mano le redini di questi enti, abbandonati a loro stessi”, concludono i deputati M5S.

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