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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Politica

Regione, i ritardi dei risultati elettorali e i "nodi" della Giunta: Schifani fa i conti coi partiti... governo in salita

La proclamazione degli eletti all'Ars dovrebbe avvenire fra sabato e lunedì, ancora manca il quadro di sei province su nove. Intanto circolano le prime indiscrezioni sui nomi: tra i palermitani vengono dati per certi Tamajo (Fi) e Albano (Dc). La "clausola di salvaguardia" per Razza e l'ira di Miccichè: "A Roma non ci vado manco morto"

E' attesa fra sabato e lunedì la proclamazione degli eletti all'Ars. Ad un mese dalle elezioni Regionali, non è ancora definito il risultato in sei province su nove. Colpa dei verbali ingarbugliati, che hanno complicato i calcoli allungando a dismisura le operazioni post voto.

Con l'ufficializzazione degli eletti, il governatore Renato Schifani dovrebbe scliogliere i primi "nodi" sulla Giunta. Il presidente della Regione ha già spiegato che dalla settimana prossima verranno scelti i criteri per la designazione degli assessori. L'idea rimane quella di dare spazio in Giunta prevalentemente agli assessori che ricoprono la carica di deputato e, solo in casi eccezionali, aprire la porta a esterni o tecnici di area. La strada però è tutta in salita.

Intanto l'attività ordinaria dell'amministrazione regionale va avanti con Schifani, contemporaneamente presidente e capo di 12 assessorati, che ha conferito ai capi di gabinetto degli assessori uscenti (coadiuvati ciascuno da due unità di personale interno) un incarico a tempo determinato, fino all’insediamento della nuova Giunta. Una formula contestata dal rivale Cateno De Luca, che sta inoltre provando a incunearsi fra le "linee nemiche" offrendo sostegno al coordinatore regionale di Forza Italia Gianfranco Miccichè per una sua eventuale corsa alla riconferma nello scranno più alto di Sala d'Ercole.

"Si candidi di nuovo a presidente dell’Ars e io lo sosterrò", ha dichiarato l'ex sindaco di Messina, tornato nel parlamento regionale come secondo candidato alla presidenza più votato. Dal canto suo Miccichè, fra il Senato e l'Ars, è seriamente intenzionato a scegliere la Sicilia. "A Roma non ci vado manco morto, resto a Palermo", ha detto a IlSicilia. Il che potrebbe creare più di un problema all'interno della coalizione di centrodestra, impegnata a trovare la quadra sulla formazione della Giunta.   

Le indiscrezioni sui nomi, che hanno svelato le manovre in corso coi partiti, sono state bollate da Schifani, tramite una nota Whatsapp diffusa dallo staff che ne cura la comunicazione, come "frutto di fantasia" e tendenti a "destabilizzare una fase politica delicata". Un attacco diretto al quotidiano La Sicilia, reo di aver pubblicato ieri il classico borsino sui possibili assessori, che ha provocato poi la dura reazione degli organismi di categoria dei giornalisti: dal sindacato Figec (Federazione Italiana Giornalismo, Editoria, Comunicazione) ad Assostampa Catania, passando per la direzione del giornale, il Cdr de La Sicilia - in una nota congiunta con Assostampa Sicilia - e infine anche l'Ordine dei giornalisti di Sicilia.

Polemiche a parte, lo schema del nuovo governo prevede che Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega, Dc Nuova, Popolari e Autonomisti si spartiscano i 12 posti in Giunta più la presidenza dell'Ars. Schifani deve fafre i conti coi partiti. L'assessorato più ambito è quello alla Salute, che dovrebbe essere appannaggio di Forza Italia; mentre quelli più rognosi sono l'Economia - dove il neo governatore potrebbe optare per "un profondo conoscitore del settore", non un politico quindi - e l'Energia, che sarebbe stato proposto agli autonomisti di Raffaele Lombardo.

Per quanto riguarda i nomi, l'ingresso in Giunta del palermitano Edy Tamajo (Forza Italia) - recordman di preferenze all'Ars - è dato per certo; così come l'omologo (per numero di voti raccolti) della Lega, il catanese Luca Sammartino. Sospinta da Totò Cuffaro, Nuccia Albano della Dc, primo medico legale donna della storia della Sicilia, potrebbe entrare nella squadra di governo. Un altro palermitano, Alessandro Aricò di Fdi, si sta giocando le sue chances per la presidenza dell'Ars, ma deve vedersela con il catanese Gaetano Galvagno, vicino al presidente del Senato Ignazio La Russa, e il musumeciano Giorgio Assenza.

A proposito di Musumeci e della sua cerchia ristretta di fedelissimi, sta tenendo banco il caso di Ruggero Razza. Le voci su una "clausola di salvaguardia" per l'ex assessore alla Salute, nel passaggio di consegne fra Musumeci e Schifani, rivelate dal quotidiano La Sicilia e rilanciate stamattina da ButtanissimaSicilia, hanno scatenato l'ira di Gianfranco Miccichè, che adesso di andare a Roma non ne vuole più sapere e spinge per avere anche la delega al Turismo.

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