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Giovedì, 7 Luglio 2022
Politica

Termovalorizzatori, scontro sugli impianti in Sicilia. De Luca: "Da Musumeci inerzia e incapacità"

L'annuncio della disponibilità di sette aziende a realizzare due riapre l'eterna polemica sulla gestione dei rifiuti. L'ex sindaco: "Ha portato in conferenza stampa solo idee. Sarebbe stato più utile realizzare per tempo la Settima vasca di Bellolampo o finanziare l’impianto per il trattamento della frazione umida di Mili"

Si accende lo scontro politico dopo la conferenza stampa del presidente della Regione Nello Musumeci che ha annunciato la disponibilità di sette aziende a realizzare due termovalorizzatori in Sicilia. Dopo le critiche del M5Stelle, del segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, e l'attacco del presidente della Commissione regionale Antimafia, Claudio Fava (“non servono a nulla se non ad alimentare il business dei signori dei rifiuti") è un altro candidato alla presidenza della Regione a contestare le mosse del governatore. L'ex sindaco di Messina, Cateno De Luca, che sulla questione rifiuti ha da tempo innescato la polemica con Musumeci, torna all'attacco contestando l'inerzia di questi ultimi cinque anni in cui il sistema è praticamente collassato.

Mentre gli altri contestano la volontà di realizzare gli impianti "ormai lontani dalle strategie europee" e che riportano "la Sicilia indietro di trent'anni", De Luca attacca Musumeci per non aver saputo "realizzare neanche uno degli impianti di trattamento dei rifiuti che il precedente Governo Crocetta gli aveva consegnato muniti di progettazione e pronti per l’avvio dei lavori, determinando le condizioni che hanno portato, come avevamo previsto la scorsa primavera, la più grave crisi dei rifiuti in Sicilia!".

"Senza impianti per il trattamento della frazione umida - scrive De Luca -  senza impianti per la valorizzazione della frazione secca, siamo arrivati al triste e prevedibile epilogo del trasporto dei rifiuti fuori dalla Sicilia per il loro smaltimento. I ritardi di Musumeci sia come Commissario che come Presidente sono il vero fallimento che ci hanno portato a questa emergenza. Gli effetti della inerzia del governo regionale si sono già manifestati con l’aumento delle tariffe da parte dei gestori degli impianti privati per lo smaltimento dell’indifferenziato, passate da 130 €/ton più iva a 240€/ton più IVA. E mentre Gela annuncia che dal 28 febbraio non intende accettare più i conferimenti della frazione umida dai comuni che non fanno parte del suo ambito, il sistema di gestione dei rifiuti regionale, che si regge prevalentemente sugli impianti dei privati, si avvia alla paralisi con una crescita esponenziale dei costi che ricadrà solo sui Comuni. Che fine hanno fatto i fondi annunciati dal Governo regionale per aiutare i Comuni a sostenere questo aumento vertiginoso dei costi? In proposito Musumeci non fornisce alcuna risposta".

Secondo l'ex sindaco di Messina, per raggiungere gli obiettivi sarebbe stato più utile e proficuo, anche sotto l’aspetto della tutela ambientale, realizzare per tempo la Settima vasca di Bellolampo senza costi far saturare tutte le vasche della Sicilia. Ma anche finanziare l’impianto per il trattamento della frazione umida di Mili a Messina o ampliare la vasca dell’impianto di Trapani. "Ognuno di questi interventi - spiega - avrebbe potuto essere portato a termine in questi cinque anni! Invece dopo quasi 5 anni di immobilismo e annunci, Musumeci ha convocato una conferenza stampa per annunciare che la crisi dei rifiuti si risolve con la realizzazione di 2 termoutilizzatori (come li chiame lui) che, se tutto andasse secondo le sue previsioni, non sarebbero realizzati prima di 3 anni (non come ha dichiarato in conferenza stampa in 6 mesi) dalla data di approvazione dei progetti! E nel frattempo i rifiuti dove andranno? Fuori dalla Sicilia, visto che gli impianti sono saturi. E i costi per il trasporto dei rifiuti e lo smaltimento fuori Regione da chi saranno sostenuti? Dai Comuni, ovvero dai siciliani! La grande battaglia di civiltà sostenuta dai sindaci per attuare la raccolta differenziata nei loro Comuni rischia di essere interpretata dai cittadini solo come un ingiustificato ed insostenibile aumento della Tari che diventerà salatissima con una prevedibile e altissima percentuale di evasione. Senza contare che, senza impianti di trattamento della frazione umida, realizzare i termovalorizzatori costituisce solo una spesa inutile perché la frazione che può essere avviata a recupero è solo quella umida mentre pensare che si possano bruciare i rifiuti “secchi”, secondo la strampalata teoria esposta da Musumeci, significa solo inquinare il territorio!”.

De Luca attacca anche sui tempi di realizzazione: “Non è stato ancora chiarito dove dovrebbero essere realizzati questi impianti e si tratta solo di manifestazioni d'interesse alle quali deve seguire tutta una fase di pianificazione e contrattazione pubblica con SRR e comuni, seguita dalle vere e proprie gare alle quali poi devono partecipare chi ne ha i requisiti (in sostanza siamo a delle semplici idee)".

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