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Mancato aumento della Tari, De Luca licenzia in diretta facebook: insorgono i sindacati

Il sindaco e il presidente di MessinaServizi annunciano cassa integrazione e mancato rinnovo dei contratti in scadenza. Fucile e Barresi: “Nessuna minaccia sui livelli occupazionali è tollerabile. Equivale a fermare la raccolta porta a porta, o cedere il passo definitivamente ai privati”

Riunione a Palazzo Zanca con i vertici di Messinaservizi per approvare il piano di adeguamento dopo la decisione del consiglio comunale di bocciare l’aumento del 9 per cento della Tari.

“Centotrenta lavoratori saranno licenziati per il comportamento scellerato da parte dei 13 consiglieri comunali (13 i no più un astenuto, ndr)”, ha attaccato il sindaco di Messina Cateno De Luca che ha elencato in diretta facebook i nomi di tutti i consiglieri che hanno votato no all’aumento.

“Ora vedrete le conseguenze della bocciatura – ha avvisato – Intanto, tutti i contratti in essere non potranno essere rinnovati. Preparatevi a tornare con la munnizza a tutti gli angoli della città. Sono stati tagliati 6 milioni, è ovvio che il problema consequenziale è questo. Io come socio unico devo rivedere il bilancio della società e immediatamente apportare i tagli che da qui a dicembre mi farà chiudere in pareggio. Lo sapevano i consiglieri quale era la conseguenza, eppure sul cadavere della città hanno deciso di dare questo colpo di lupara. Bravi i nani della politica! avete gioito dopo la bocciatura. Ora spiegatelo - ha concluso De Luca - a quelle 150 persone che si dovevano assumere per completare il progetto del netturbino di quartiere”.

"Ricatti sulla pelle dei lavoratori”

Una diretta che ha scatenato immediata la reazione dei sindacati. “Nessuna minaccia sui livelli occupazionali è tollerabile - dichiarano Francesco Fucile e Michele Barresi segretari generali di Fp Cgil e Uiltrasporti - giocare con ricatti sulla pelle dei lavoratori è fare sciacallaggio politico e non amministrare seriamente la città. Il sindaco che "licenzia” in diretta social 100 lavoratori e anticipa ricorsi a cassa integrazione è uno spettacolo indecoroso e irrispettoso di chi, con il proprio lavoro, gli ha consentito solo poche settimane addietro di essere trascinato trionfante sull'ultimo cassonetto cittadino. E' forse l'impeto verso la perenne campagna elettorale del sindaco  che ha generato,  errore dopo errore, nell'azienda una continua corsa verso esternalizzazioni e appalti a ditte private”.

“Sia chiaro - continuano Fucile e Barresi - oggi minacciare licenziamenti e ammortizzatori sociali equivale a fermare la raccolta porta a porta, o cedere il passo definitivamente ai privati. Su questo punto con questi sindacati non c'è trattativa.  Lo stato odierno in cui versa l'azienda Messina Servizi e anche la pulizia della città è frutto unicamente di una inadeguata  programmazione aziendale . Questi sindacati da mesi chiedono, nel rispetto del contratto nazionale, un confronto serio sul piano industriale, i bilanci e l'organizzazione di Messina Servizi senza alcuna risposta da parte del Cda. Il mancato recupero di evasione, bastava il 5%, avrebbe garantito adeguate risorse, una organizzazione del servizio più efficace ed efficiente avrebbe certamente generato un servizio adeguato e meno costoso ma si preferisce cercare scuse nella normativa nazionale e nella guerra politica. Questi sindacati ribadiscono la disponibilità al confronto per il bene della città che merita un servizio certamente migliore  - concludono Fucile e Barresi - ma non sotto la minaccia dei licenziamenti, quindi si abbassino i toni e si trovino altrove le soluzioni”.

Le cifre fra evasori e differenziata

Ma proprio sul servizio si è soffermato De Luca rivendicando la bontà delle scelte fino ad ora effettuate. “Avete detto che io avevo preso l'impegno di abbassare la Tari del 30 per cento? Ci saremmo arrivati. La tariffa nel 2018 non ha subito incremento, nel 2019 è aumentata dell'1,8 per cento, nel 2020 è aumentata dell'1,8. Quest'anno la proposta era del 9 per cento perchè il governo ha fatto questa manovra per recuperare i fondi degli evasori. E' aumentata in tutti comuni, da noi solo il 9 per cento perchè nel frattempo abbiamo scovato ottomila evasori che ci hanno consentito di ammortizzare l'investimento. Siamo arrivati al 50 per cento della raccolta differenziata, eravamo al 10 per cento tre anni fa. Questi sono i risultati, è ovvio che andando avanti così avremmo raggiunto e superato le percentuali medie della differenziata ma anche completato lotta agli evasori. Noi ne abbiamo trovato ottomila caini che non pagavano la Tari e già c'è pronta - ora che abbiamo completato l'incrocio con la banca dati - anche luce, acqua, gas e catasto. Faremo pagare questi e gli utlimi sei anni. Il porta a porta ci ha permesso di trovare gente che non esisteva neanche all'anagrafe tributaria. Per questo c'è gente che per sfregio butta la munnizza dove vuole. E che fa il consiglio comunale. Mi tiene bloccato il regolamento che consente di fare azioni esecutive contro gli evasori. Ecco chi sono i consiglieri comunali scellerari. Ora che cosa volete? Direte delle intimidazioni del sindaco...”, ha concluso tirando in ballo Genovese, Picciolo, Navarra e Beninati fra manovratori del no e contestatori “pretestuosi”.

“Faremo di tutto affinchè le conseguenze non ricadano sui cittadini”, ha spiegato il presidente della Messinaservizi Giuseppe Lombardo, anticipando che saranno redisposte le misure per avviare alla cassa integrazione 100, 120 persone. Lombardo ha anche precisato che “non saranno rinnovati i contratti in scadenza il 2 agosto”.

Cisl: "Fuori i lavoratori dalle diatribe politiche"

Sulla questione interviene anche la Cisl chiedendo di non coinvolgere i lavoratori nelle diatribe politiche. "La Fit Cisl - si legge nella nota - evita volutamente di entrare in merito dei motivi politico ed amministrativi che hanno spinto il sindaco a proporre un aumento della Tari e alle dinamiche per cui il Consiglio Comunale ha scelto di bocciare il piano.  
Parafrasando il Sindaco De Luca: 'ognuno faccia il suo mestiere'. 

La Fit CISL ha come missione statutaria la difesa dei lavoratori e la tutela dell’occupazione pertanto non accetterà passivamente la perdita di un solo posto di lavoro né l’attivazione degli ammortizzatori sociali in una partecipata che, nei progetti del “Salva Messina”, è destinata al rilancio, no ai licenziamenti. La politica ha, invece, il compito di trovare immediate soluzioni perché lo scontro politico e le eventuali difficoltà economiche non ricadano solo e sempre sull’anello debole della catena.

Durante il confronto per evitare il dissesto della città e concordare un piano di riequilibrio credibile, la CISL ha compiuto un atto responsabile quanto rivoluzionario, scegliendo di restare al tavolo del “Salva Messina” per trovare soluzioni invece di scegliere la comoda strada dell’opposizione dichiarata all’amministrazione e della critica a prescindere. Il buon lavoro svolto, che ha evitato il dissesto e in altre aziende partecipate sta producendo centinaia di assunzioni a tempo indeterminato e attivi in bilancio, non può essere macchiato dai licenziamenti e dalla cassa integrazione annunciati alla Messina Servizi Bene Comune. 

I progressi che il Sindaco comunica periodicamente nella raccolta differenziata e il generale processo di ottimizzazione del servizio si sono resi possibili grazie all’impegno dei lavoratori, anche di quelli assunti a tempo determinato che rischiano di essere rigettati nel dramma della disoccupazione.

Quando si rischia di  lasciare centinaia di famiglie senza reddito il confronto non deve essere sui social o con comunicati stampa ma bisogna affrontare la questione seriamente e dal vivo. Per questo il socio unico della Messina Servizi metta da parte i progetti di licenziamento e cassa integrazione e attivi subito un confronto con i sindacati, con un sistema simile si è evitato di gettare Messina nel pantano del dissesto, con lo stesso metodo bisogno tutelare il servizio di raccolta, i salari e i livelli occupazionali.

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