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Risanamento, Pd contro Regione e Comune: "Finora solo parole al vento, ci pensi il governo"

I Dem puntano il dito contro le promesse non mantenute per eliminare le baraccopoli. L'attacco dell'onorevole Pietro Navarra e dei sei consiglieri comunali in quota. Con un appello al ministro Provenzano

La strada per il risanamento edilizio della città di Messina sembra procedere in salita. Dopo lo stop agli emendamenti della commissione Bilancio del Parlamento, il Pd torna ad analizzare la problematica puntando il dito contro Comune e Regione, definendo i loro annunci come "parole al vento". Con due note distinte, firmate rispettivamente dal deputato Pietro Navarra e dai sei consiglieri comunali, i Dem chiedono il definitivo intervento del governo, incoraggiando il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano.

Baraccopoli, De Luca scrive a Conte: “Solo tu puoi cancellare questa vergogna“

Navarra prima di tutto attacca il sindaco De Luca. "Il 21 maggio del 2018 - precisa l'ex rettore -  in piena campagna elettorale per le elezioni comunali della città di Messina, Cateno De Luca annunciava: 'L’emergenza abitativa deve essere risolta con soluzioni veloci. Il tempo è scaduto. L'Agenzia per il Risanamento potrà contare su una dotazione iniziale di 80 milioni di euro. In 2/3 anni saranno rase al suolo tutte le baraccopoli. È una scommessa che si può e si deve vincere'. Da allora, e dopo avere vinto le elezioni comunali, ha ripetuto annunci di identico tenore, senza mai rispettare le scadenze fissate. La scommessa è stata ampiamente perduta: a fronte di 2400 nuclei familiari ai quali l’amministrazione comunale aveva annunciato di assegnare gli alloggi, soltanto il 10% circa di questi ha ricevuto quanto gli era stato promesso".

Navarra non risparmia neanche la Regione. "Gli impegni del Governo  Musumeci, presi pubblicamente dal Presidente in persona o da uno dei suoi uomini in Giunta, avevano indotto il Sindaco De Luca ad affermare il 10 settembre del 2018 che “Il piano delle risorse finanziarie è un profilo che non mi preoccupa perché le risorse ci sono, le abbiamo individuate in circa 230 milioni di euro complessivi e abbiamo colto la volontà politica per sbloccarle”. A quegli annunci era seguito un trasferimento di risorse dalla Regione all’Agenzia per il Risanamento di soli 500 mila euro per pagare gli stipendi agli amministratori. Poi, il nulla. Solo altri annunci. Nonostante tutto ciò, il nostro Sindaco il 10 ottobre del 2019, immemore di quanto promesso e mai mantenuto, affermava che “grazie al governo Musumeci nei prossimi anni si chiuderà la stagione delle baracche. Tutto ad un tratto, però, le speranza dell’amministrazione comunale sembrano crollare e la fiducia nei confronti della Regione vacillare. Lo stesso Sindaco De Luca, infatti, in audizione in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, afferma ciò che non ti aspetti: la Regione siciliana non avrebbe versato un solo euro nelle casse comunali per fronteggiare l'emergenza abitativa delle aree degradate della città e le risorse che sta utilizzando l’Agenzia per il risanamento e il Comune per quei pochi interventi in corso di realizzazione sarebbero quelle ereditate (con qualche rimodulazione) dalla vituperata amministrazione Accorinti".

"In questo quadro desolante - continua Navarra - infarcito di impegni non mantenuti e annunci largamente disattesi, qualche giorno fa il Sindaco si esibisce in ciò che sa fare meglio: trovare un nemico della città di Messina per nascondere i propri insuccessi e quelli della sua amministrazione, inanellati in ben 30 mesi di gestione della città. E questo nemico lo trova nel Ministro Provenzano che, a differenza del precedente governo Conte I, sembrerebbe avere l'unica colpa di essersi assunto l'onere di sostenere l’iter legislativo di tre progetti di legge, depositati in Parlamento su iniziativa di deputati della maggioranza e di una parte dell'opposizione, che prevedono una gestione commissariale del risanamento delle aree degradate della città di Messina. Musumeci e Falcone promettono 250 milioni di Euro e in tre anni. Però, ad eccezione del suono vacuo delle loro parole e dei ripetuti e inutili ‘farò’, ‘finanzierò’, ‘sosterrò’, non arriva nulla e il Sindaco De Luca se ne fa una ragione. Le loro mancate promesse, infatti, non suonano come una presa in giro alla Città e ai suoi abitanti, ma rappresentano il gancio a cui appendere le speranze della Giunta municipale che, inopinatamente, continua a dare credito a un governo regionale che ha disatteso ogni impegno, nonostante la costituzione gli assegni tutte le responsabilità in tema di emergenza abitativa nei comuni siciliani. Invece, la sensibilità e la disponibilità del Ministro Provenzano di sostenere i progetti di legge in Parlamento è ripagata con l'invettiva e lo sfottò di un Sindaco irresponsabile. Confido che dal governo nazionale possa giungere tempestivamente la risposta ai bisogni di migliaia di cittadini messinesi a cui è stato negato, da decine di anni, il diritto di cittadinanza. Mi auguro, inoltre, che ciò possa accadere presto anche per tappare la bocca a tutti coloro che la usano solo per fare rumore".

Nel ricordare gli impegni presi dalla Regione, e finora non mantenuto, i consiglieri Biagio Bonfiglio, Claudio Cardile, Felice Calabrò, Alessandro Russo, Nello Pergolizzi e Massimo Rizzo, si rivolgono invece al ministro Provenzano. "Rivolgiamo fiduciosi un appello al Ministro Provenzano che, spinto dalla deputazione nazionale, ha dimostrato prontamente sensibilità e attenzione verso la vergogna nazionale della baraccopoli messinese. Riteniamo che solo un intervento del Governo nazionale, che per la prima volta si sta facendo carico dell’emergenza abitativa di Messina, potrà chiamare alle proprie responsabilità la Regione siciliana stimolandola finalmente all’azione. Sollecitiamo, quindi, i rappresentati del governo al ministero delle Finanze affinché, insieme, al Ministro Provenzano possano avviare il più presto possibile una gestione commissariale del risanamento e, d’intesa con la Regione, cofinanziare tutti quegli interventi utili a riconoscere un pieno diritto di cittadinanza a oltre 10.000 cittadini che lo aspettano da decenni.

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