Grandi opere, il Parlamento accelera sul risanamento ma frena sul Ponte

In commissione Ambiente ripresi i lavori sulla proposta di legge per eliminare le baraccopoli di Messina. Il voto della Camera previsto già a novembre. Intanto rinviata l'analisi delle mozioni del centrodestra per inserire il Ponte nel recovery plan

Un'accelerazione e una frenata. E' la manovra del Parlamento sulle grandi opere che riguardano Messina: da un lato c'è una buona notizia sul risanamento dei quartieri degradati della città, dall'altro ancora un rinvio sul progetto del ponte sullo Stretto. 

Risanamento

La commissione Ambiente di Montecitorio ha ripreso i lavori sulla proposta di legge che mira a cancellare definitivamente le baraccopoli messinesi. Ieri i deputati hanno ascoltato in audizione l'Istituto Autonomo Case Popolari e l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa). Un dibattito incentrato su analisi tecniche che potranno consentire il completamento dell'iter politico che porterà, secondo i migliori auspici, al voto della Camera entro il prossimo mese. "I lavori  - ha spiegato il deputato di Forza Italia Matilde Siracusano - continueranno, con nuove audizioni, la prossima settimana. L'obiettivo resta quello di chiudere il passaggio in Commissione nel più breve tempo possibile, in modo da poter redigere il testo base da mandare subito dopo, già nel mese di novembre, in Aula per il voto della Camera. Forza Italia crede fermamente in questa proposta di legge, e la nostra capogruppo Gelmini si è più svolte spesa in questi mesi per velocizzare la calendarizzazione della stessa. Il tutto per il bene di Messina e di 8mila nostri concittadini costretti ancora a vivere in condizioni indegne e disumane".

Ponte sullo Stretto

Mentre il governo continua a valutare l'ipotesi tunnel, in Parlamento la questione ponte sullo Stretto sembra restare nel limbo. La Camera ha infatti rinviato a data da destianrsi la discussione delle mozioni mozioni del centrodestra sulle iniziative per la realizzazione dell'attraversamento stabile, nell'ambito di un più ampio programma di rilancio infrastrutturale e economico previsto dal Recovery plan. Una volontà espressa dai deputati Stefania Prestigiacomo (Fi), Francesco Lollobrigida (Fdi), e Alessandro Pagano (Lega)

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