Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Ammutinamento dei dirigenti, De Luca: “Se non accettano la nuova destinazione li sbatto fuori”

Solo due dirigenti su dodici rispondono all'atto di interpello del sindaco che chiedeva quali dipartimenti preferivano per svolgere le proprie mansioni. “Rifiutano la rotazione? Dall'1 ottobre smantellerò questo pizzo legalizzato”

E’ ancora polemica sui dirigenti di Palazzo Zanca. Che non c’è feeling con il sindaco di Messina è noto da tempo anche per i provvedimenti che prevedono riduzioni e rotazioni.

Uno scontro che si riaccende alla scadenza di un atto di interpello del sindaco in cui chiedeva quale dipartimento ritenevano più idoneo per ricoprire le proprie mansioni alla quale avrebbero risposto solo due su dodici.

Sulla vicenda torna lo stesso De Luca con una nota in cui annuncia che dal primo pottobre smantellerà “il pizzo legalizzato. Se i vertici – scrive il sindaco non accetteranno la nuova destinazione li sbatto fuori riducendo i dipartimenti”.

“Premetto che la figura del dirigente è importante perché la parte politica ha il potere d’indirizzo –scrive il sindaco - ma la gestione all’interno di un comune tocca proprio alle figure apicali. A Messina c’erano 23 dirigenti, ognuno dei quali costa circa 150 mila euro l’anno. Nel mio programma amministrativo era prevista la riduzione di tali figure, da 23 a 5 unità.  Alla fine abbiamo trovato un compromesso per ridurre a 9. Lo scorso 4 settembre abbiamo mandato una nota ai dirigenti superstiti – perché molti si sono rottamati da soli, altri noi mandandoli in pensione  – ovvero 13. Di questi ne dobbiamo scegliere 9. Con l’interpello inviato, in sostanza si chiedeva quale eventuale dipartimento sarebbe stato più idoneo per ricoprire le proprie mansioni. Ho chiesto di fatto anche la disponibilità a continuare a collaborare con me.  Oggi, alle 14 è scaduto l’interpello. La risposta è stata che dei 12 dirigenti – perché uno era a tempo determinato, quindi automaticamente fuori a partire dal 1 ottobre –  solo 2 hanno risposto, mentre gli altri 10 si sono rivolti ai sindacati di appartenenza rifiutandosi di dare la propria disponibilità ad assumere l’eventuale nuovo incarico. Tutto questo perché se prima non gli diciamo quanto sarà il loro guadagno nello spostamento dipartimentale, loro non si rendono disponibili a svolgere il ruolo apicale in nuovi dipartimenti. Premetto che l’attuale pesatura – termine che identifica la retribuzione – è vigente, quindi qualora sarà modificata lo decideremo noi, con i nostri tempi”.

“La cosa fondamentale però – rincara il sindaco – è che entro il 30 settembre devo conferire gli incarichi ad una parte degli  stessi dirigenti ad oggi in servizio. Io  Non ho nessuna intenzione di modificare l’attuale quadro o di rinviare la riduzione già deliberata.. Questi dirigenti che non hanno dato la propria disponibilità, quando gli conferirò l’incarico per legge, cosa faranno? Rinunceranno all’incarico o rinunceranno all’atto di condizionamento del sindaco De Luca e della sua giunta che hanno messo in campo?

“Forse hanno capito che la musica è cambiata – sottolinea De Luca – e non sono più i padroni del pastificio? Dal 1 ottobre già tre di loro saranno messi in indisponibilità, quindi se entro 2 anni non trovano una destinazione saranno fuori. Se questi dieci dirigenti non accetteranno  l’incarico che io gli conferirò, dal 1 ottobre, invece di metterne solo tre in mobilità, saremo costretti a metterne sette, riducendo a cinque e non a nove quelli che sono i nuovi dipartimenti.

“Ecco che così – conclude  – si chiuderà una triste storia di un Comune paralizzato, non solo dalla deficienza di chi in precedenza lo ha guidato politicamente ma anche di chi in questi anni ha gestito questa città, facendole pagare il pizzo legalizzato. I cittadini devono sapere che sistema vergognoso mantenevano con il versamento dei loro tributi, sistema che dal 1 ottobre sarà definitivamente smantellato”.

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