Lunedì, 25 Ottobre 2021
Politica

Mini sanatoria impugnata, Cordaro non arretra: "Un atto politico, chi gioisce è nemico dei siciliani"

L'assessore regionale al Territorio e ambiente, che aveva difeso la norma all'Ars, contesta la decisione della presidenza del Consiglio dei ministri e annuncia la possibilità di un ricorso alla Corte costituzionale

"Restiamo certi della bontà e della coerenza giuridica della norma impugnata. L’articolo esitato favorevolmente dal Parlamento siciliano era stato dibattuto, trovandone piena adesione con tutti gli ordini professionali competenti (ingegneri, architetti, agronomi, geologi) e con i rappresentanti degli atenei siciliani. E prima di approdare in Aula aveva trovato il voto favorevole della commissione Urbanistica dell’Ars e la condivisione dell’Ufficio legislativo della stessa Assemblea regionale". Non arretra dalla sua posizione l'assessore regionale al Territorio e ambiente Toto Cordaro, davanti all’impugnativa, da parte del Consiglio dei ministri, della legge in materia "di compatibilità delle costruzioni realizzate in aree sottoposte a vincolo". Per molti, delle opposizioni e delle associazioni ambientaliste, una mini-sanatoria. 

Roma boccia la mini sanatoria della Sicilia sugli abusi edilizi

La presidenza del Consiglio ha bocciato la legge, perché andrebbe oltre le competenze statutarie della Sicilia. "Chi oggi gioisce - riprende Cordaro - è nemico dei siciliani, ai quali finalmente, dopo venti anni, avevamo ridato certezza del diritto. Adesso dal governo nazionale e dal Parlamento ci attendiamo soluzioni a un problema che riguarda decine di migliaia di cittadini della nostra Isola".

Per l'assessore del governo Musumeci, per altro, si tratterebbe soprattutto di un atto politico, "in considerazione - dice - che i due ministeri che hanno eccepito le osservazioni che hanno poi portato alla decisione del Consiglio dei ministri sono guidati dal Pd e dal Movimento 5 stelle".

"Non appena leggeremo le motivazioni - conclude Cordaro - valuteremo se resistere davanti alla Corte costituzionale e o se intraprendere un percorso che non può non coinvolgere il Parlamento nazionale".

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