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Ars, via libera alla sanatoria per le ville abusive davanti al mare: scoppia la polemica

La Lega difende il ddl: "Si tratta di un intervento normativo atteso e utile allo snellimento burocratico necessario per far ripartire l'economia". Le opposizioni: "E' l'ennesimo e intollerabile sfregio all'ambiente targato centrodestra, il vergognoso regalo del governo Schifani agli speculatori"

Disco verde della quarta commissione dell'Assemblea regionale siciliana al disegno di legge in materia di Urbanistica ed edilizia, che ora potrà essere calendarizzato in Aula. E scoppia la polemica. Da una parte c'è l'approvazione della Lega, dall'altra la protesta delle opposizioni. "Si tratta di un intervento normativo atteso e utile allo snellimento burocratico necessario per far ripartire l'economia e per dare certezze ai cittadini che si rivolgono alla pubblica amministrazione", dice il capogruppo della Lega all'Ars, Marianna Caronia.

La riforma interviene sulla pianificazione urbanistica comunale, sui cosiddetti Pug, fissando i criteri per l'esame da parte dei consigli comunali. Il ddl entra anche nel merito dei piani particolareggiati attuativi e delle procedure per il rilascio dei nullaosta e delle concessioni nelle aree di parco e di riserva naturale. "Con questo nuovo intervento normativo si recepisce si la recente riforma dello Stato dettata con la legge 34 del 2022 - ricorda Caronia -. Siamo particolarmente soddisfatti come Lega che l'iter è stato puntuale ma anche rapido, e va dato merito al presidente della quarta commissione Giuseppe Carta per avere saputo condurre i lavori preparatori in maniera egregia".

Questo il commento di M5S, Pd e Sud chiama Nord al via libera arrivato oggi in commissione Ambiente, col voto contrario delle opposizioni, "che prevede tra le altre cose la sanatoria delle case abusive sulla spiaggia, nuove ristrutturazioni fin troppo facili nei 150 metri dalla battigia e un grosso passo indietro sul versante del divieto di consumo di nuovo suolo": "E' l'ennesimo e intollerabile sfregio all'ambiente targato centrodestra, il vergognoso regalo del governo Schifani agli speculatori in vista delle prossime tornate elettorali”.

“Definire vergognoso questo ddl che stravolge la legge urbanistica siciliana del 2020 – dicono i deputati della commissione di M5S, Pd e Sud chiama Nord – è un eufemismo. Siamo di fronte a norme che fanno carta straccia della strategia europea che punta all’azzeramento del consumo di suolo entro il 2050 e che pagheranno a caro prezzo le future generazioni. Parecchie norme, tra l'altro, sono a rischio impugnativa, prima fra tutte quella sulla sanatoria nei 150 metri che è uno specchietto per le allodole in vista delle elezioni, una norma acchiappavoti con cui si prendono in giro i cittadini. Norma dopo norma il governo Schifani sta mostrando di che pasta è fatto: continua a svendere la Sicilia per il proprio tornaconto, prima consentendo a Roma di depredare la Sicilia dei fondi Fsc per ingraziarsi il governo nazionale, ora per fare un favore agli speculatori per raccattare qualche voto in più alle elezioni europee. E purtroppo siamo appena alle battute iniziali. Con questo governo la Sicilia non ha futuro”.

"Dalla politica siciliana, oggi guidata dal presidente Renato Schifani, ancora un vergognoso tentativo di sanatoria edilizia: un ddl che di fatto stravolgerebbe la legge urbanistica regionale del 2020. Norme che fanno carta straccia dell’indirizzo europeo che punta all’azzeramento del consumo di suolo entro il 2050 e che pagheranno a caro prezzo le future generazioni. E comunque, è evidente che diverso articoli del ddl sono a rischio impugnativa, primi fra tutti quelli relativi alla sanatoria edilizia, ennesimo specchietto per le allodole da parte di chi è alla ricerca di consenso politico. Da parte di chi rivolge l’ennesima offesa ai cittadini siciliani". Lo afferma Leandro Janni, presidente regionale di Italia Nostra Sicilia".

"Provvedimento dopo provvedimento (mega inceneritori, rigassificatori, ponte sullo Stretto, impianti eolici e fotovoltaici ovunque e comunque), norma dopo norma, il governo Schifani sta mostrando il suo volto, continuando a svendere la Sicilia per i propri interessi: prima piegandosi al governo nazionale guidato da Giorgia Meloni e consentendo di depredare l’Isola del Fondo per lo sviluppo e la coesione, e adesso tentando di fare un favore agli speculatori in vista delle elezioni europee. Una politica davvero miserabile e cieca, contro ogni possibilità di sviluppo e di futuro per la nostra Sicilia", conclude Janni.

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