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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Politica

Scontro Micciché-Falcone alla Festa del Tricolore: "Imbroglione", "Sono 5 anni che rompi"

Sono volati gli stracci tra il coordinatore regionale di Forza Italia e l'assessore regionale all'Economia durante l'evento organizzato a Catania da Fratelli d'Italia. Schifani: "Sono amareggiato per questa divisione del partito in Sicilia, mi auguro che rientri"

Momenti di tensione alla Festa Tricolore di Fratelli d’Italia a Catania dove c'è stato uno scontro dai toni molto accesi tra il coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, e l'assessore regionale all'Economia, Marco Falcone, sempre di Forza Italia. Tra i due volano gli stracci. "Sei un imbroglione", attacca Miccichè. E Falcone risponde: "No, sono 5 anni che rompi le scatole alla Sicilia. Perché non è possibile che prima era Musumeci che non andava e poi Schifani. E che ogni assessore facesse disastri". E Miccichè: "Non dire bugie!". Falcone replica: "Miccichè dovrebbe prima mettersi d'accordo con se stesso. Non siamo stati noi a metterlo fuori dalla maggioranza, ma è stato lui stesso. Quando ha detto 'Non mi riconosco in questa maggioranza'".

Poi prosegue: "Un'ora prima dell'elezione di Galvagno (il presidente dell’Ars, ndr) ha detto: 'Confermo che non mi sento fare parte di questa maggioranza e non lo voterò'. Lui ci ha detto di avere votato scheda bianca". Poi si rivolge direttamente a Miccichè e dice: “Tu sei convinto di non dire bugie, solo tu ritieni di essere un uomo integro". E ribadisce: "Te ne devi andare a casa". A quel punto Miccichè si alza dal palco mostrando l’intenzione di abbandonare il palco. "Proprio per evitare questo clima credo sia corretto che io vada via, perché ribadisco che non si devono dire le bugie. Siccome sono in un posto che non è casa mia, credo sia più giusto e corretto alzarmi e andare via. Chiedo scusa". Ma ad invitarlo a restare è il presidente dell'Ars, anche lui sul palco. E alla fine il dibattito prosegue con toni più calmi, ma il clima in sala resta tesissimo.

A freddo l’assessore Falcone ha commentato l’accaduto: "Miccichè - riporta l’Adnrkonos - è un soggetto inadeguato al ruolo che ha rivestito e al ruolo che riveste oggi nel partito. Nel passato arrivò quasi alle mani con l'allora presidente Cuffaro, poi ruppe il Popolo delle Libertà in Sicilia creando un altro partito, convincendo Lombardo a rompere candidandosi da solo e facendo vincere Crocetta. Con Musumeci ha creato poi solo problemi, malgrado ben quattro assessori fossero in giunta e oggi con Schifani, dopo avere gridato sempre contro Musumeci, ha continuato in questa sua politica distruttiva. E' arrivato il momento in cui vada a casa".

Poco dopo Miccichè ha affidato a una nota le sue dichiarazioni: "Sono molto avvilito per la scontro verbale avvenuto con Marco Falcone alla festa regionale del Tricolore di Fratelli d'Italia. Mentre parlavo di programmi e comportamenti, lui è andato in escandescenza parlando di poltrone. Le poltrone! Evidentemente è l’unico argomento che conta per loro, tanto da vederlo letteralmente uscire fuori di testa".

Anche il presidente della Regione è intervenuto sul siparietto andato in scena a Catania: "Sono amareggiato per questa divisione del partito in Sicilia. Mi auguro che rientri. Ci dispiace ma non mi posso permettere né intendo farmi distrarre. Non c' è dubbio che al'interno di Forza Italia c'è un problema strutturale, ma io ritengo di avere fatto delle buone scelte anche nella individuazione della Giunta. Ho seguito dei criteri - conclude il governatore siciliano - secondo me di buon senso, ho guardato questo aspetto, sto attuando il nostro programma e non vi è dubbio che dentro Forza Italia in Sicilia un problema esiste". (

Fonte: Adnkronos)

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