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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Scontro De Luca-Navarra, il Cus annuncia querele: "Dichiarazioni allusive e diffamatorie"

La ricostruzione dell'ex sindaco sulla gestione degli impianti sportivi della Cittadella universitaria non piace al presidente Micali. Il botta e risposta tra l'onorevole e l'ex sindaco destinato a finire in procura

E’ destinato a finire in procura lo scontro a tre che si è innescato dopo il contrattacco di Cateno De Luca al deputato Pietro Navarra. Il Cus ha già dato mandato ai legali di procedere con la querela nei confronti dell’ex sindaco.

Ad accendere la micciam l’esponente del Pd che in un post ha definito “fantozziana fuga” quella dell’ex sindaco da Palazzo Zanca che ha avviato con l’Università di Messina una serie di sinergie dal “sapore elettoralistico e del tutto inutili rispetto agli obiettivi che l’amministrazione si poneva”.

Fra queste Navarra tira in ballo il progetto l’Estate addosso ma anche l’acquisto da parte dell’Università dell’Hotel Riviera e la collaborazione per la gestione dgli impianti sportivi della Cittadella universitaria.

I "pacchi calati" dall'hotel Riviera agli impianti sportivi

“Pacchi calati”, affonda Navarra. “Nel primo caso il ‘pacco’ è integrale. L’Università ha, infatti, acquistato dalla Città Metropolitana l’ex albergo Riviera alla modica cifra di 3,6 milioni di euro. Immobile di circa 8000 metri quadrati di superfici coperte e circa 1000 mq di superfici esterne del tutto inagibile e in totale stato di abbandono e degrado. Nel contempo, però, la Città Metropolitana ha acquistato al prezzo di 3,5 milioni di euro la ‘Citta del ragazzo’: un immobile in pieno centro di circa 9000 metri quadri di spazi coperti largamente agibili con annessi circa 200.000 metri quadrati di terreno. Da queste poche informazioni, non è affatto difficile comprendere come i conti non tornino e risulta del tutto evidente dove sta il ‘pacco’ e chi ne sia il destinatario”.

“Il secondo caso – insiste Navarra - è paradossale. A dicembre Comune e Università condividono una convenzione (non mi è noto se sia poi stata mai firmata) che prevede l’affidamento di alcuni impianti sportivi comunali – piscina ‘Cappuccini’, campo di atletica e campo da calcio ‘Bonanno’ – in gestione alla SSD UniMe, società interamente partecipata dall’Università. A parte il fatto che questa decisione conferma l’assoluta incapacità di gestione dell’impiantistica sportiva da parte del Comune – probabilmente la vera motivazione dell’accordo tra i due Enti –, l’iniziativa nasconde tre insidie o, meglio, tre ‘pacchi’. Due per l’Università e il terzo per gli sportivi messinesi. Il primo ‘pacco’ riguarda la piscina Cappuccini. Sulla gestione del plesso natatorio, infatti, pende un contenzioso tra Comune e ASD Waterpolo al Cga, la cui trattazione è prevista ad aprile. Pertanto, l’accordo tra Comune e Università sbandierato dall’ex sindaco De Luca ‘cala pacchi’ è ad oggi indeterminato poiché il Comune si impegnerebbe a dare all’Università qualcosa di cui non dispone. Il secondo ‘pacco’ si riferisce al fatto che l’accordo implica la realizzazione di investimenti per l’ammodernamento e efficientamento degli impianti con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria con oneri evidentemente a carico dell’Ateneo o della SSD. Tuttavia, l’art. 8 della convenzione confezionata dall’infallibile De Luca contiene la seguente condizione capestro per l’Ateneo: “ciascuna delle parti potrà recedere dal presente atto con un preavviso da comunicarsi almeno tre mesi prima, tramite PEC, senza la corresponsione di risarcimenti o indennizzi a carico delle stesse e salvo il completamento delle attività sportive già programmate”. Senza la corresponsione di risarcimenti o indennizzi? Quindi, qualsiasi eventuale investimento e/o ristrutturazione degli impianti da parte dell’Università e della SSD rischierebbe di non essere in alcun modo riconosciuto dal Comune che, con un preavviso di tre mesi, potrebbe ritornare in possesso degli impianti ristrutturati a spese dell’Ateneo. Meno male che in Senato Accademico qualcuno ha fatto notare il ‘pacco’ ai vertici accademici assai distratti e sembrerebbe che sia stata chiesta la doverosa modifica della convenzione. La terza dose di ‘pacco’, infine, l’ex sindaco l’ha riservata ai messinesi. L’affidamento della gestione degli impianti sportivi comunali a una società interamente partecipata dell’Ateneo che opera in regime di esclusiva per l’Università – in house providing – determina la drastica riduzione dei servizi per l’utenza cittadina (per legge non più del 20%). In un colpo solo, pertanto, la città si è vista sottrarre l’80% dell’utilizzo dei suoi impianti sportivi e si è spogliata della loro gestione”.

De Luca: "Navarra non ha mai fatto nulla per gli alloggi agli studenti"

Non si è fatta attendere la replica del sindaco che parla di una “serie di errori marchiani” commessi da Navarra e rispedisce al mittente l’accusa di “pacchista” accusandolo di non avere affrontato da ex rettore la carenza di alloggi per studenti che influisce in senso negativo nel ranking di gradimento dell’ateneo messinese. Una difesa ad oltranza delle decisioni dell’attuale rettore che con questo obiettivo ha invece proceduto all’acquisto del Riviera.

“Come si può paragonare l’ex Hotel Riviera, un immobile di 8000 mq coperti e 1000 mq esterni ubicato sul viale della Libertà, di fronte alla rada San Francesco, servito da linea autobus e tram, in posizione centrale, con il complesso edilizio della ex Casa del ragazzo che si trova a Gravitelli, senza tenere conto della diversa tipologia costruttiva, della destinazione degli immobili, dei servizi di zona e della loro stessa ubicazione? - chiede De Luca - I raffronti hanno un senso solo a parità di condizioni o, se non si tratta di situazioni analoghe, solo eliminando le circostanze che diversificano i due termini di paragone”.

Poi, sulla questione degli impianti sportivi: “Quando Navarra parla di capacità di gestione degli impianti – attacca - bisogna ricordargli non solo i poco esaltanti risultati della gestione di quelli universitari quando il rettore era lui, ma soprattutto che ragioni di efficienza hanno suggerito a quest’Amministrazione, come a quelle che l’hanno preceduta negli ultimi vent’anni, di puntare sulla esternalizzazione della gestione degli stessi. L’affidamento all’Università non è un “pacco” ma il frutto della collaborazione tra enti pubblici che puntano ad ottenere risultati laddove altre amministrazioni hanno fallito e dove i privati non hanno dato garanzie adeguate. Rileviamo inoltre una certa superficialità nella lettura della delibera con la quale il Comune di Messina ha formulato un atto di indirizzo per la gestione dell’impianto natatorio Cappuccini. Dunque, premesso che alla programmazione deve fare seguito l’attuazione del provvedimento, risulta evidente che l’affidamento in gestione dell’impianto natatorio Cappuccini potrà essere perfezionato in capo all’Università solo dopo che il Cga si sarà pronunciato sull’appello proposto dalla società Waterpolo, fermo restando che già il primo grado di giudizio si è concluso con l’accertamento dell’inadempimento della società e la dichiarazione di legittimità della revoca della concessione in favore della stessa. Precisiamo, comunque, - continua De Luca - che la delibera con l’atto di indirizzo per l’affidamento dell’impianto Cappuccini, è stata approvata prima che il Cga sospendesse, in fase cautelare, l’efficacia della sentenza del Ta che aveva condannato la Waterpolo alla restituzione dell’impianto al Comune di Messina. Anche la critica avanzata dall’on.le Navarra alla facoltà di recesso prevista per entrambe le parti costituisce l’espressione della volontà di formulare cavilli paragiuridici su un atto di indirizzo che, come già detto, troverà precisa disciplina nei successivi atti che verranno stipulati tra i due Enti, nel rispetto dei reciproci diritti e dei conseguenti doveri.

Il Cus e "l'allegra gestione"

Ma vogliamo ricordare a Navarra l’allegra gestione del Cus i cui soci fondatori erano 10 suoi fedelissimi? Gestione degli impianti stranamente costata all’Università oltre 4 milioni di euro nonostante la delibera del Consiglio di Amministrazione dell’università del 27 novembre 2013 specificava che “tutte le attività sportive dovranno essere realizzate dal “Cus Unime Asd” in regime di autofinanziamento, senza oneri, quindi, per l’Università degli Studi di Messina”. Al Cus spettava di farsi carico di “degli oneri e delle spese connesse” alla gestione degli impianti e della manutenzione ordinaria degli impianti. Ovviamente come associazione privata il CUS assumeva chi voleva (oltre 150 istruttori) e faceva fare lavorare chi voleva (appalti, pulizie, sanificazioni, manutenzioni, attrezzature). Tutto questo sulle spalle dell’Università e sfruttando gli impianti che l’università gli aveva dato gratis per fare entrare gli studenti che, alla fine, erano gli unici che pagavano anche se avevano diritto ad entrare gratis (oggi con la gestione diretta da parte di Unime entrano gratis”.

Micali annuncia querela

Sulla vicenda annuncia querela Nino Micali, ex presidente del Cus: “Il sottoscritto, in proprio e nella qualità di rappresentante legale dell’Asd Cus Unime, deve evidenziare il proprio stupore e la propria indignazione nel leggere il Post pubblicato su Facebook da De Luca sindaco di Messina dal titolo “Caro Pietro Navarra, il vero pacchista sei tu! Ed ora è anche certificato dalla corte dei conti” e nello specifico i riferimenti all’attività svolta dalla Asd Cus UniMe da me amministrata e rappresentata.  Ritenendo di non potere, in questa sede, confutare anche con la indispensabile allegazione documentale le falsità riportate dal sig. De Luca con il post, si vuole comunque rappresentare che, attesa l’evidente e macroscopica falsità delle affermazioni ivi contenute e del loro contenuto smaccatamente allusivo e diffamatorio, ho già dato incarico ad i miei legali di proporre nelle sedi giudiziarie più opportune tutte le azioni a difesa dell'onore e del prestigio del sottoscritto e dell'ente rappresentato".

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