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Il libro “Io sono Giorgia” a scuola diventa caso politico, diktat del Garante per l'Infanzia ma la Meloni smentisce

Costantino minaccia di revocare la convenzione con l'istituto scolastico per la formazione alla legalità e alla non violenza se si terrà l'incontro annunciato con la presidente di Fratelli d’Italia. Indignazione e proteste dopo la segnalazione di alcune mamme. Ma la leader politica taglia corto: “Non ho ricevuto invito e non avrei accettato”

L'immagine della Meloni pubblicata nel profilo fb della mamma che ha contestato l'iniziativa

 “O si ritira l’evento o io ritiro il protocollo d’intesa sottoscritto con la scuola per la formazione di docenti e ragazzi alla legalità e alla cultura della non violenza”.

E’ il diktat del Garante per l’Infanzia, Fabio Costantino, all’istituto comprensivo Jaci dopo la polemica esplosa sull’incontro on line con la parlamentare presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni chiamata dalla dirigentescolastica a presentare il suo libro “Io sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee” in un appuntamento organizzato per il prossimo 25 maggio insieme alla Fidapa.

“Una iniziativa sconcertante – l’ha definita Fabio Costantino – anche per le modalità con cui è stato organizzato. Mi riferisco anche alla presenza di un altro onorevole dello stesso schieramento che caratterizza l’iniziativa in modo inequivocabile. Questo non può essere considerato un incontro con l’autore ma vera e propria propaganda”.

All’incontro da remoto è prevista infatti anche la presenza della parlamentare Ella Bucalo, responsabile scuola di Fratelli d’Italia.

A sollevare la questione è stata, attraverso i social, la mamma affidataria di un ragazzo egiziano di 17 anni, Dinah Caminiti, a cui ha fatto seguito quella di altri genitori, che ha stigmatizzato l’iniziativa con parole dure parlando di campagna elettorale travestita da presentazione di un libro. “È gravissimo – ha scritto - Mio figlio, 17 anni, egiziano, musulmano, arrivato sulle costa siciliana con il barcone, in affido da 6 anni ad una famiglia non tradizionale (io e il mio compagno non siamo sposati), ha l’OBBLIGO da parte della scuola superiore cittadina, che frequenta con ottimi risultati, di partecipare alla presentazione del libro della signora Meloni, pena assenza da giustificare".

Da qui una serie di reazioni politiche e imbarazzi anche all’interno dell’istituto scolastico stesso, con docenti a cui l’iniziativa è passata sotto il naso senza rendersi conto della portata. L’aggravante è che – così come riporta la circolare della dirigente Maria Rosaria Sgrò - la partecipazione degli studenti sarà conteggiata nel monte ore della famigerata alternanza scuola-lavoro e si svolge in ore curriculari.

“Il 25 maggio – promette il Garante per l’infanzia – se si svolgerà l’incontro manderò la Pec per interrompere l’efficacia del protocollo d’intesa che prevedeva l’attivazione di un punto d'ascolto con cadenza mensile e un servizio di Mediazione Scolastica con seminari specifici contro il bullismo e educazione alla non violenza”.

La vicenda sembra dunque destinata a far discutere ancora a lungo se l’istituto non fa dietrofront. Dopo l’intervento della Federazione e del Circolo dei Giovani Democratici di Messina anche il circolo “Impastato" del Prc è scenso in campo criticando fortemente la scelta della: “Sono i segni di un periodo sempre più buio per un sistema scolastico - scrivono - che pensa di fare formazione a ragazze e ragazzi con la presenza di un personaggio politico che rappresenta un partito di estrema destra, che da sempre attacca le/i migranti, il diritto alla libertà di circolazione, promuovendo regolarmente campagne per la chiusura delle frontiere e che, sia in parlamento che fuori, contrasta ossessivamente qualsiasi legge o discussione a favore delle famiglie omogenitoriali e dei diritti della comunitá LGBT+”.

Solidarietà all’Istituto e alla Fidapa da Andrea Fiore, coordinatore Gioventù Nazionale e dei coordinatoi di Azione studentesca Emanuele Giglio e Aurelio Bringhelli: “E’ a dir poco sconcertante - si legge in una nota - quanto si apprende dai giornali locali, ed in particolare, dalla nota stampa diramata dai “Giovani Democratici”, movimento giovanile del Partito Democratico, che definisce “diseducativo” per gli studenti la presentazione del libro della Presidente di Fratelli D’Italia. E’ paradossale che esponenti di partiti che sistematicamente e apoditticamente accusano i membri di “Fratelli D’Italia” e di non rispettare l’opinione altrui si rendono nel frattempo protagonisti dell’ennesimo tentativo di oscurare, di “mettere il bavaglio” a chi appartiene ad una fazione politica diversa, ed in questo caso, non gradita. Un bel modo per educare i giovani e le future generazioni sul concetto di libertà di pensiero e di pluralismo nelle scuole”.

A togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato però la stessa parlamentare che con un comunicato dell'ufficio stampa di fratelli d'Italia, ha smentito categoricamente la partecipazione del presidente Giorgia Meloni alla presentazione del libro organizzata dall’Istituto Antonio Maria Jaci di Messina per il prossimo 25 maggio. “Si precisa, inoltre - si legge nella nota -  che il presidente Meloni non ha mai neanche ricevuto un invito a questa iniziativa e non avrebbe in ogni caso accettato, ritenendo da sempre che la presenza degli esponenti politici nelle scuole non possa essere in alcun modo imposta agli studenti”. 

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