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Martedì, 27 Settembre 2022
Politica

Elezioni nazionali, esposto al ministero sull'uso del simbolo Sud chiama Nord

Anche l'ex iena Giarrusso ha presentato lo stesso marchio del gruppo di Cateno De Luca, La Vardera annuncia un'istanza di ricusazione. Intanto Daniela Bruno lascia la Lega ma resta accanto all'ex sindaco

Sud chiama Nord avrà due simboli alle prossime elezioni nazionali. Non solo quello legato a Sicilia Vera di Cateno De Luca. Anche l'ex iena Dino Giarrusso che nei giorni scorsi aveva "rotto" il rapporto politico con il candidato alla presidenza della Regione ne ha presentato uno con la stessa dicitura alle prossime Politiche del 25 settembre. Un caso che sarà sottoposto all'attenzione del ministero degli Interni come annunciato dal presidente di Sud chiama Nord di De Luca, Ismaele La Vardera. 

Giarrusso-De Luca, le strade si dividono

“La gita a Roma fatta da Dino Giarrusso mi rattrista e mi sorprende. Considerato il rapporto personale e professionale che mi legava a lui non mi aspettavo una tale scorrettezza, che non trovo giustificabile sotto nessun profilo. Probabilmente i contrasti sulla linea politica sorti con Cateno De Luca e la stragrande maggioranza dei fondatori di “Sud chiama Nord” hanno provocato questa sua reazione illogica ed inconcludente - scrive La Vardera - illogica, perché non si possono compiere atti formali, come il deposito di un contrassegno, senza delega del rappresentante legale del movimento, ovvero del sottoscritto, che non ha mai autorizzato Giarrusso a presentarsi al Viminale in nome e per conto di “Sud chiama Nord” come invece richiesto dalla normativa elettorale. Inconcludente, perché non consentiremo che vada a segno questo suo infantile tentativo di creare danno ad un progetto politico".

Pronta un’istanza di ricusazione del contrassegno depositato dall’europarlamentare.

Chi resta a sostegno di De Luca come visto alle amministrative del 12 giugno ma abbandona la Lega è l'ex assessore provinciale Daniela Bruno dopo quattro anni di militanza: “Ero entrata nel partito quando in Sicilia la Lega era all1% - dice - con l’illusione  di costruire dal basso un partito meridionalista, una Lega del Sud, esportando sui nostri territori un modello di sviluppo  vincente, incisivo e produttivo, di cui tanto abbiamo bisogno alle nostre latitudini. Purtroppo, nel momento in cui la Lega raggiunge percentuali a doppia cifra, viene meno l’entusiasmo della militanza lasciando spazio a personalismi e divisioni. A questo proposito ricordo che alle ultime amministrative ho liberamente e pubblicamente scelto di sposare il progetto di Cateno De Luca, più vicino al mio sentire ed agire, sostenendo il sindaco Federico Basile perché convinta, conoscendo Federico da tanti anni e le sue competenze, che fosse la scelta più giusta per Messina, anche a costo di mettermi contro il mio segretario regionale e di pagare questa scelta in prima persona con la rimozione dall’incarico di coordinatrice provinciale del partito, dimostrando con i fatti di essere una donna libera, che ama il proprio territorio e che non lo svende. Oggi - conclude la Bruno - lascio una Lega che non guarda più ai bisogni dei territori ma solo ad interessi di coalizione,  e coerentemente scelgo di continuare a sostenere Cateno De Luca perché la Sicilia ha bisogno di cambiare.” 

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