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De Luca probabilmente affetto da leishmaniosi, Cerreti: "Importante sapere quanti come lui"

Il movimento Liberi Insieme nella nota del suo capogruppo ha scritto ad Asp e prefettura per capire l'incidenza della patologia nelle baraccopoli visto che la malattia è contagiosa

Roberto Cerreti del movimento Liberi Insieme


"Probabilmente, ho contratto leishmaniosi, infezione che combatto da oltre 4 mesi,  in occasione delle mie continue visite e sopralluoghi, dove vivono bambini ed intere generazioni trattate come i lebbrosi dalla politica blasonata”. E' quanto ha confessato il sindaco Cateno De Luca durante un suo intervento sulle attività di risanamento e le polemiche all'Ars con Antonello Cracolici per le polemiche sul sostegno alla deroga di assegnazione case popolari a chi è malato terminale e vive nelle baraccopoli. Sulla presunta patologia del primo cittadino interviene il suo ex consigliere d'amministrazione dell'Amam Roberto Cerreti, a capo del movimento Liberi Insieme, che ha scritto alla direzione dell'Asp e al prefetto Maria Carmela Librizzi.

"Nell’essere vicini al Sindaco, sperando che lo stesso possa recuperare a pieno nel più breve tempo possibile, non possiamo però, sottrarci da riflessioni e quesiti importanti rispetto ai seri rischi che questa tipologia di malattia infettiva comporta o potrebbe comportare in termini di rischi igienico e sanitari, di diffusione epidemiologica e più in generale di quieto vivere sociale. Innanzitutto - scrive Cerreti - se effettivamente il Sindaco ha contratto il virus visitando le baracche messinesi, occorre comprendere qual’è allo stato attuale l’incidenza della leishmaniosi sulla popolazione messinese che vive purtroppo nelle baraccopoli e di quale tipologia di infezione si parla, considerando che la stessa, conosciuta in tre tipi, cutanea, mucocutanea e viscerale, in alcuni casi può essere letale.

Allo stesso modo, si apprende da banali ricerche internet, che il metodo di trasmissione più rapido e diffuso, oltre alla trasfusione di sangue, è rappresentato dal morso del pappatace femmina, piccolo insetto che risucchiando sangue infetto da un essere umano, ha la capacità di trasmettere il virus ad un altro soggetto, rendendo di fatto chi ha contratto la malattia un portatore sano potenzialmente pericoloso per la diffusione della stessa tra la popolazione. Attualmente non sono in commercio vaccini né farmaci in grado di prevenire l’infezione (solo per i
cani è disponibile da pochi mesi in Italia un vaccino), per cui chiediamo di conoscere se esistono altri casi - conclude - oltre al sindaco de Luca, di Leishmaniosi umana in città e quali tipi di infezione presente, quale l’incidenza della malattia infettiva sul tessuto sociale messinese, ed infine, quali in caso gli interventi preventivi posti in essere dall’Asp di Messina per tutelare ed arginare la malattia e l’eventuale fenomeno epidemiologico di diffusione tra la comunità".

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