Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica

Il sindaco striglia Cardile, la Uil boccia il primo anno De Luca

Sono sempre vivaci le polemiche tra il primo cittadino e il Consiglio, stavolta preso di mira il presidente sul regolamento. Mentre il sindacato critica i primi dodici mesi di giunta

Da una parte la Uil che boccia il sindaco di Messina facendo un bilancio dell'ultimo anno di amministrazione, dall'altro Cateno De Luca che attacca il consiglio accusandolo di non poter operare per le continue corse ad ostacoli e le “violazioni del regolamento” comunale.

Secondo Ivan Tripodi, segretario generale della Uil di Messina mentre De Luca gioca con i social e fa chiacchiere, la città “abbandonata e senza bussola, sta drammaticamente affondando con le ovvie conseguenze economiche e sociali”. Tripodi annuncia che la Uil non assisterà silente alla lenta agonia , anzi “saremo parte diligente per proporre una forte e credibile idea di città e di sviluppo che faccia da contraltare rispetto al totale fallimento politico-amministrativo del sindaco De Luca“.

Il primo cittadino, sulle recenti polemiche con tanto di annuncio di dimissioni per i cattivi rapporti con il Consiglio, ha sonoramente attaccato la presidenza d'aula guidata da Claudio Cardile: “Nei giorni scorsi avevo accennato alle anomalie che la mia Giunta ha riscontrato circa la mancata trattazione in Aula consiliare o nelle Commissioni di merito di numerose delibere proposte dall’amministrazione comunale, in violazione del vigente regolamento comunale. È per tale motivo che segnalerò il problema all’Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica, alla luce di ripetute violazioni del regolamento modificato dal Consiglio Comunale a settembre scorso, a seguito di nostra richiesta. Nella fattispecie, le violazioni riguarderebbero: l’art. 5 che disciplina la partecipazione del Sindaco e degli Assessori al Consiglio Comunale; l’art. 57, che riguarda il funzionamento delle Commissioni, gli ordini del giorno trattati e la partecipazione del Sindaco e Assessori; l’art. 58 che concerne i tempi di trattazione degli argomenti proposti da Sindaco e Giunta, sia in Commissione che in Consiglio Comunale”. A riferirlo è il sindaco che prosegue: "Il presidente del Consiglio Comunale, Claudio Cardile, che dovrebbe essere il garante delle regole, è stato tra quelli – continua De Luca –  che hanno consentito le continue violazioni del regolamento, tramite imboscate con prelievo illegittimo di punti posti all’ordine del giorno. Lo ha fatto sapendo che, con le modifiche al regolamento che io avevo chiesto, ciò non si poteva più fare. Questo dimostra che Cardile è uomo di parte, che non ha rispetto della percentuale di messinesi che si è espressa in favore del Sindaco De Luca e del suo programma. Non pretendo rispetto solo per me ma per chi, piaccia o non piaccia, mi ha scelto per governare la Città. Se Cardile con altri 16 consiglieri comunali si sentono dalla parte della ragione, firmino le dimissioni – e io le firmerò insieme a loro – così da realizzare il loro disegno: consegnare la città al caos, come d’altronde lo è stata negli ultimi decenni”.

“Conoscendo la caratura di certi personaggi in Consiglio comunale – conclude il sindaco –  e l’acclarata inadeguatezza del presidente Cardile, mi aspetto che magari queste norme regolamentari di garanzia nel rapporto Giunta-Sindaco con il Consiglio comunale, pur se ripetutamente violate saranno modificate per ripicca alla mia presa di posizione. Non è possibile subire intimidazioni nel rapporto istituzionali tra il Consiglio comunale e la Giunta. Così si che crea uno stallo che ci mette in imbarazzo dinanzi la cittadinanza, che poi punta il dito, ripeto, contro chi ci mette la faccia”.

Abbiamo chiesto a Cardile una replica alle dichiarazioni di De Luca ma al momento il presidente del Consiglio sta riflettendo sul da farsi. 

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