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Terremoto al Comune di Ucria, dipendente denuncia il sindaco e il suo vice

La donna, prossima alla pensione, mette sotto accusa un anno di comportamenti “umilianti” con tanto di trasferimento finalizzati a favorire un congiunto. La replica: "Tuteleremo la nostra immagine"

Si va dall'abuso di ufficio alla violenza privata, dai maltrattamenti al mobbing fino ad una ipotesi di lesioni personali. Sono gravi le accuse rivolte da una dipendente del Comune al sindaco di Ucria, Vincenzo Crisà e al suo vice Marzullo Signorino.

La dipendente comunale, prossima alla pensione, ha formalizzato la denuncia mettendo nero su bianco una serie di condotte ritenute vessatorie da parte dei due amministratori che sarebbero state finalizzate a favorire un altro dipendente diretto congiunto di uno di essi. 

Una storia che andrebbe avanti da circa un anno, il sindaco è stato eletto con un plebiscito a giugno 2018, con comportamenti ed azioni ritenuti mortificanti e umilianti dalla dipendente e lesive della sua dignità, in una parola mobbing. Nella denuncia si fa anche riferimento ad un trasferimento che le è stato imposto dall'Ufficio Servizi demografici, dove ha prestato servizio per trentacinque anni, all'Urp senza però un posto fisico dove svolgere gli ultimi mesi del proprio lavoro.

Un brutto inizio di legislatura per i due amministratori di Ucria che ora dovranno affrontare un difficile iter giudiziario e difendersi da accuse molto pesanti e circostanziate.

La replica del sindaco: "Si fa presente che l’Amministrazione Comunale di Ucria non ha ricevuto alcuna comunicazione in merito da parte dei competenti organi ma osserva che, qualora tale notizia si rilevasse fondata, saranno assunte le conseguenti determinazioni per tutelare in ogni sede gli interessi e l’immagine dell’amministrazione da ogni accusa calunniosa.
Il sindaco precisa di aver avviato, sin dal suo insediamento, d’intesa con la Giunta Municipale, una politica con espresse finalità di tutela e di valorizzazione di tutti i dipendenti comunali agendo - per lo scopo - nell’assoluto rispetto delle prerogative proprie del datore di lavoro e della disciplina contrattuale del comparto funzioni locali, ponendo l’interesse pubblico e il benessere dei propri dipendenti al centro dell’azione di governo dell’Ente".
 

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