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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica

Dal supergreen pass sullo Stretto al voto per il Quirinale, la palla passa alla Corte costituzionale

Il sindaco De Luca torna a parlare della norma del governo che impedisce ai non vaccinati di viaggiare tra Sicilia e Calabria e ricorda il ricorso di alcuni parlamentari alla Consulta: "Oggi sarà una giornata importante per la decisione della Consulta, ma si pone una questione meridionale contro scelte del governo che ledono le nostre prerogative"

Resta alta l'attenzione sul supergreen pass con particolare riferimento alla questione delle isole anche dopo le ordinanze dei presidenti delle Regioni Sicilia e Calabria che consentono l'attraversamento dello Stretto  con il solo tampine negativo. Una questione che secondo da alcuni parlamentari residenti nelle isole, capeggiati da Pino Cabras, ostacola anche il diritto di voto per il Quirinale.

La Corte Costituzionale dovrà infatti deciderà oggi sull’istanza di sospensione cautelare relativa al ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dal deputato Pino Cabras (Gruppo misto) e altri quattro parlamentari: i deputati Emanuela Corda e Andrea Vallascas di Alternativa c’è (entrambi eletti in Sardegna), la deputata del gruppo Misto, Simona Suriano e il senatore Pietro Lorefice del M5s (entrambi eletti in Sicilia).

Ma cosa chiedono i parlamentari alla Consulta? In sostanza di dichiarare che non spettava al Governo adottare il decreto-legge n. 229 del 30 dicembre scorso contenente “Misure urgenti per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19”, di sospendere e poi annullare l’articolo 1, comma 2, che ha introdotto l’obbligo dal 10 gennaio del green pass rafforzato sui trasporti pubblici, e di tutti gli “atti lesivi” conseguenti e connessi al provvedimento. Nel ricorso, viene anche richiesto alla Corte di sollevare, dinanzi a sé stessa, questione di legittimità costituzionale del decreto-legge nella sua interezza e di disporre l’annullamento, previa sospensione, di tutto il decreto-legge.    

Ne ha parlato il sindaco di Messina, Cateno de Luca che ieri ha levato le tende dalla rada San Francesco dove per tre giorni si è accampato per protestare contro la norma del governo che impediva ai non possessori di Super Green Pass di oltrepassare lo Stretto di Messina.

A convincere il primo cittadino è stata la decisione, in tarda serata, del governatore della Calabria Roberto Occhiuto di emanare un'ordinanza analoga a quella adottata nel pomeriggio dal governatore siciliano Musumeci. 

De Luca stamani è tornato sull’argomento, allargando il discorso ad una “questione meridionale” e scelte del governo "che ledono le nostre prerogative".

“I presidenti delle Regioni Calabria e Sicilia si devono dare una svegliata – ha detto De Luca - Questo provvedimento era stato annunciato prima del 30 dicembre, il 30 è stato pubblicato e abbiamo dovuto aspettare il 18 gennaio per arrivare a due provvedimenti che potevano fare subito. Quando dico che c’è una questione meridionale, questo intendo. Di un meridione rassegnato e invece occorre reagire a uno Stato che ti piscia in testa. Si devono fare battaglie, questo oggi ci si aspetta”.

“Oggi è una giornata importante anche per questo provvedimento che ci sarà della Corte Costituzionale che farà il punto sulla situazione e valuterà eventuali conflitti - ha detto De Luca - ora come si incastreranno i provvedimenti non è di mia competenza. A noi interessava che si sbloccasse la situazione e si rompesse il quadro di omertà che c'era su questa storia. Ovviamente abbiamo dovuto prendere il fuoco con le mani. Qualcuno sperava che ci bruciassimo le dita. Non è andata così. Quando è necessario occorre andare oltre gli ordinari rapporti istituzionali, si fa. L'importante che poi ognuno riesca ad evidenziare le ragioni delle prese di posizioni e condurre al ragionamento”.

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