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Il ritorno di Razza, De Luca: “Motivo in più per organizzare il nostro movimento di liberazione della Sicilia”

Levata di scudi del sindaco di Messina per il ritorno dell'avvocato catanese all'assessorato alla Salute. Critico anche M5Stelle e il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava: “C'erano e ci sono molteplici motivi di opportunità che avrebbero dovuto suggerire a Musumeci di non procedere”

“Un motivo in più per organizzare il nostro movimento di liberazione della Sicilia e avviare la nostra marcia non per conquistare Palazzo d’Orleans ma per fare fuori in un colpo solo questa classe politica”.

E’ il momento del “tutti fuori“ per il sindaco di Messina Cateno De Luca che ieri sera ha dato con queste parole il bentornato all’assessore Ruggero Razza. “Non vedo l’ora di riprendere le scintille pure con te”, ha detto il sindaco che ha da tempo ormai ufficializzato la sua candidatura alla presidenza della Regione “mi mancavano le tue minacce e le congiure per tapparmi la bocca che ora potrai continuare ora a fare ufficialmente”.

Un ritorno contestato da più parti quello dell’assessore alla Sanità Ruggero Razza, nell’aria da tempo.

Per il sindaco di Messina Cateno De Luca, l’avvocato catanese in realtà “non si era mai mosso da Palermo e da Palazzo d’Orleans e ha continuato a fare il presidente ombra” ed è tornato alla guida dell’assessorato alla Salute dopo il tentativo fallito di farlo rientrare in giunta ma alle Infrastrutture, facendo la staffetta con l’assessore Marco Falcone.

Critico sulla decisione anche l’altro candidato alla presidenza. "C'erano e ci sono molteplici motivi di opportunità che avrebbero dovuto suggerire a Musumeci di non procedere a decidere il ritorno di Ruggero Razza alla guida dell'Assessorato alla salute – è il commento del presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava -  Ma su queste evidenti ragioni ha prevalso la volontà di piegare l'interesse della Sicilia alle esigenze politiche del presidente della regione. Il tutto dopo aver lasciato, nei mesi più caldi della campagna vaccinale, l'assessorato e la macchina regionale senza una guida."

Per Fava, "alla vigilia di una nuova stagione di nomine, unico vero collante del governo regionale, Musumeci doveva dimostrare di essere ancora alla guida di una coalizione che nei fatti non esiste più, con un governo che produce solo spartizione di poltrone e non un solo singolo atto nell'interesse dei siciliani."

La rinomina di Razza definita “indecente” anche dal capogruppo del M5S all'Ars Giovanni Di Caro e i componenti 5 stelle della commissione Salute di palazzo dei Normanni, Francesco Cappello, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca. “L’ennesimo atto di egoismo di Musumeci che mette in primo piano i propri interessi e quelli della sua ricandidatura davanti a quelli della salute pubblica e dei siciliani. Questo suo atto di arroganza conferma, ove c'è ne fosse bisogno,  che quando il presidente si muove fa solo danni. Ci verrebbe da dire, meglio quando è in catalessi, come al solito".

“Premesso – dicono i deputati 5 stelle - che l'assessore rientrante andava messo da parte anche prima dell'inchiesta della magistratura per la sua manifesta incapacità, tanto da fare presentare alle opposizioni una mozione di censura nei suoi confronti, non comprendiamo cosa sia cambiato dal momento delle dimissioni ad oggi. A questo punto ci chiediamo perché Musumeci le abbia accettate, facendo ora questa retromarcia che sa dell'ennesima beffa ai siciliani. Razza in ogni caso rimane l'assessore che era consapevole del fatto che veniva artatamente alterato il denominatore del rapporto tra tamponi positivi e tamponi effettuati. Alla luce di questo, quale credibilità può avere un assessore simile?”.

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