Domenica, 26 Settembre 2021
Politica

"Università bandita", lettera a Bussetti che sospenderà i docenti indagati

Su Baronati e reclutamento tra gli atenei Fgu Gilda Unams ha scritto al ministro entrando nel merito della legge sulla selezione. Ecco cosa cambiare, il ministero annuncia la sospensione per i professori sotto inchiesta

Riformare la legge Gelmini sul reclutamento dei docenti nelle Università. L'inchiesta della procura di Catania "Università bandita" riporta all'attenzione il caso dei Baronati negli Atenei (Messina vede due professori sotto inchiesta, Santi Fedele e Francesco Saverio De Ponte) e di come i "raccomandati" prendano il posto dei meritevoli.

Il coordinatore nazionale dipartimento Università Fgu Gilda Unams, Arturo Maullu, ha scritto al ministro dell'Università Marco Bussetti entrando nel merito della legge e dell'iter sulla selezione dei docenti universitari: "Nel rispetto dell’autonomia riconosciuta alle Università, le procedure di reclutamento per l’accesso alla carriera universitaria, sia del personale docente che del personale tecnico amministrativo, sono gestite direttamente dagli Atenei attraverso concorsi locali. Questo in estrema sintesi è ciò che recita la legge 240 2010, la cosiddetta legge Gelmini - scrive Maullu al ministro - una norma da noi fortemente contestata in tutte le sue fasi di realizzazione in quanto pur riconoscendo che mirava ad obiettivi parzialmente condivisibili, in pratica li realizza con modalità quantomeno discutibili. La formulazione della legge, soprattutto nella parte dedicata alla governance degli Atenei è quella che ha sollevato maggiori perplessità, in quanto ha negato a tutti gli attori che compongono il variegato mondo universitario la possibilità di concorrere al governo degli
atenei con l’elezione diretta di propri rappresentanti.

La parte della legge dedicata alla Governance - continua - è infatti poco chiara e lascia ampio spazio alla fantasia normativa di ogni singola sede che decide le modalità di composizione degli organi di governo in base a Statuti molto differenti in ogni singolo ateneo. In buona sostanza, se nella mente del legislatore c’era l’ipotesi di semplificare i processi decisionali e responsabilizzare in concreto gli attori, in realtà, nella fase applicativa, quindi di approvazione degli statuti, si è semplicemente potenziato, anzi esaltato, la figura del rettore monarca. I recenti fatti di Catania, che sono forse solo la punta dell’iceberg di un malaffare piuttosto diffuso, dimostrano che almeno queste due parti della legge Gelmini - prosegue - reclutamento e governance, sono da rivedere radicalmente se si vuole davvero salvaguardare l’autonomia della didattica e della ricerca, da non confondersi con i due elementi citati (reclutamento e governance), comunque fondamentali se gestiti con democrazia e trasparenza. Senza con ciò buttare il bambino con l’acqua sporca, la legge Gelmini contiene sicuramente innovazioni della disciplina del reclutamento del personale docente che presentano aspetti interessanti, ma anche alcuni altri che vanno profondamente rivisti; uno fra tutti, per esempio, le varie tipologie di “chiamata diretta”, cioè senza concorso, o quelle ottenute con i punti organico riservate ai rettori dai singoli statuti e regolamenti che spesso li utilizzano in modo improprio".

L'organizzazione sindacale segnala di aver richiesto anche all'ex governo Renzi di intervenire ma ricevendo sempre un no "In virtù della legge sull’autonomia universitaria si è negata la possibilità di inviare propri ispettori per verificare la correttezza delle procedure. Al contrario invece, alcuni dirigenti del MEF, a differenza del Miur, non si sa se ‘’a titolo personale’’ o come “inviati speciali” hanno “ispezionato” molti atenei creando tensioni e contrapposizioni con veri e propri atti di terrorismo psicologico nei confronti dei Dg,
entrando nel merito della composizione dei fondi accessori, o anche della concorsualità interna del personale "Tab" ma chissà perché, non si sono mai accorti delle storture, chiamiamole così, che ci sono nelle modalità di reclutamento della componente docente".

"Se tra gli indagati ci sono dei colpevoli, sara' la magistratura ad appurarlo. Tuttavia il Ministero non stara' a guardare. Certamente si costituira' parte civile per chiedere il risarcimento dei danni ai professori di cui verra' accertata la responsabilita'. Non faremo sconti a nessuno": così dopo l'inchiesta di Catania sui concorsi universitari, il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti parla - in un'intervista al Messaggero - delle azioni che il Miur mettera' in atto per "tutelare la nostra universita'" e "le migliaia di persone che quotidianamente ci lavorano onestamente". Ritiene anche necessaria "una proposta politica e legislativa che metta in sicurezza il mondo universitario, il reclutamento e il collocamento dei docenti. Ci stiamo gia' lavorando. Spero di riuscire ad annunciarla molto presto".

E' cauto con i giudizi: "Si tratta, al momento, soltanto di indagati. Occorre ovviamente attendere le decisioni definitive dei giudici. Ma anche qualora risultassero colpevoli, cio' non sarebbe sufficiente ad infangare il lavoro di tutti". Qualora ci fossero dei concorsi che risultassero truccati, saranno annullati - spiega -. Il nostro ordinamento ha tutti gli strumenti per consentire il ripristino della legalita' violata" e "abbiamo immediatamente richiesto alla Procura di Catania di fornirci la lista completa dei nomi dei docenti coinvolti nell'indagine penale. E procederemo conseguentemente a sospenderli non solo dalle commissioni di concorso, ma da qualsiasi eventuale rapporto di collaborazione in essere con il Miur". 

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