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Ex Province, passa l'emendamento in Commissione Affari Istituzionali

Il presidente Stefano Pellegrino annuncia il voto tra ottobre e novembre prossimo con la legge che sana parzialmente la partecipazione democratica. Ora l'ultima parola all'Ars

Passa in Commissione istituzionale, il disegno di legge che disciplina le elezioni degli Enti di area vasta e che fissa la data dell’elezione del presidente e del consiglio delle ex Province. In particolare, con l’emendamento approvato, l’elezione del Presidente e del Consiglio dei Liberi Consorzi e Città Metropolitane è fissata in una domenica compresa tra il 27 ottobre e il 24 novembre di quest’anno. Si ricorda che, con il Ddl n 576 presentato dal presidente della Regione su proposta dell’assessore regionale per le Autonomie locali, Bernardette Grasso, il presidente e il consiglio dei Liberi Consorzi e Città Metropolitane saranno eletti dai sindaci e dai consiglieri comunali in carica nei comuni appartenenti alle rispettive aree vaste.

“La norma rappresenta una riconquista, anche se parziale, della partecipazione democratica dei cittadini alla scelta, pur se indiretta, dei propri rappresentanti negli Enti intermedi - si legge in una nota del presidente della Commissione Affari Istituzionali, Stefano Pellegrino, del gruppo parlamentare di Forza Italia all'Ars - del presiente della commissione Non poteva condividersi il posticipo di un anno delle elezioni, come più volte ribadito dall’attento Presidente Musumeci, che avrebbe consentito una ulteriore permanenza dei commissari, senza alcuna possibilità di coinvolgimento delle comunità locali nella gestione degli enti di area vasta".

"L’aspettativa - conclude  il presidente della I Commissione - è comunque quella di tornare all’elezione diretta del presidente e del consiglio delle ex Province, essendo questo, un diritto che i cittadini, a ben ragione, rivendicano. Adesso all’aula l’ultima parola".

Quella dell'abolizione delle Province, definita inizialmente una ‘rivoluzione’ del governo Crocetta, ha mostrato più di una falla con gli enti provinciali che hanno viste cancellate le proprie economie e aumentati gli indebitamenti. Tanti quelli che chiedono di ripristinare il vecchio modello, dando valore agli enti intermedi quali istituzioni di primo livello nella gestione del territorio. Discussa anche la modalità di elezione che non è diretta e che col disegno di legge sana parzialmente la partecipazione democratica.

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