Ponte sullo stretto, Donato (Lega): "Musumeci intervenga e faccia sentire forte la voce dei siciliani"

L'europarlamentare sollecita il governo regionale ad intervenire: “Occorre affrontare con maggiore coraggio le questioni che riguardano la Sicilia sui tavoli nazionali”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

“Ancora una volta il governo Conte, in occasione della legge di bilancio, dimostra di non considerare gli interessi e i diritti della Sicilia. Dopo la vergognosa decisione di escludere ogni possibilità di finanziare il ponte sullo stretto tramite i fondi europei, si dispone la definitiva chiusura della Società stretto di Messina in liquidazione, senza affrontare seriamente la questione della mobilità da e verso la Sicilia”.

È quanto afferma l’europarlamentare della Lega Francesca Donato. “Nel progetto del ponte sullo stretto, già allo stato preliminare, erano contenuti tutti gli studi necessari per valutare le possibili opzioni di collegamento e, non a caso, erano esclusi eventuali tunnel o alternative similari. Oggi il ministro alle infrastrutture crea l’ennesima task force per valutare quelle stesse alternative già bocciate vent'anni fa”.

“Mi sorprende e mi rammarico fortemente – aggiunge la Donato - che il presidente Musumeci non abbia fatto sentire la voce dei siciliani contro questo modo vergognoso di trattare la Sicilia e l’intero sud. Il ponte sullo stretto deve tornare centrale nell’agenda politica nazionale e regionale: il progetto esiste ed è cantierabile; i fondi europei sono lì per questo. Il costo economico dell’isolamento territoriale dal resto del Paese per i nostri cittadini, le nostre produzioni e le nostre imprese, non è più sostenibile”. “Nella stessa legge di bilancio e sempre nel silenzio del governo regionale, si dispone altresì la chiusura della società regionale ‘Riscossione Sicilia, negando in via del tutto unilaterale l’autonomia speciale siciliana che comprende il diritto, per Statuto, di gestire autonomamente le proprie risorse finanziarie e fiscali. Accettare in silenzio queste lesioni dei diritti dei Siciliani è inaccettabile da parte del governo regionale in primis, ma anche delle opposizioni. Tutta la classe politica siciliana invece dovrebbe spingere perché vengano finalmente attuati gli articoli statutari (il 36 ed il 37) che danno alla Sicilia il diritto di riscuotere le tasse prodotte sul proprio territorio, anche dalle aziende con sede legale in altre regioni”.

“Io credo che il presidente della Regione - conclude l’europarlamentare - dovrebbe affrontare con maggiore coraggio le questioni che riguardano la Sicilia sui tavoli nazionali, rivendicando il diritto di presenziare in consiglio dei ministri in tutte le vicende che riguardano la Sicilia. In questa fase di incertezza e instabilità il ruolo delle istituzioni regionali è cruciale e chi lo riveste deve esercitarlo con coraggio, fermezza e perseveranza. La Sicilia ne ha fortemente bisogno e soprattutto, lo merita”.

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