Sabato, 23 Ottobre 2021
Salute

Falsi dentisti, 450 segnalazioni per situazioni a rischio di esercizio "abusivo"

Presentati ieri a Messina i dati nazionali raccolti dal Centro Studi in Odontoiatria grazie all'app "DentistiInApp"

Quattrocentocinquanta segnalazioni per situazioni a rischio di esercizio abusivo  della professione di dentista. Ma anche ventimila accessi di ricerca. Sono i numeri record del'app del Centro studi in odontoiatria, da gennaio 2018 a settembre scorso.

Il cento li ha posti all'attenzion nella sede dell'Ordine di medici e degli odontoiatri presieduto da Giuseppe Renzo, ieri mattina con l'obiettivo di approfondire e argirare la grave situazione di abusivismo della professione.

Durante l'incontro, a cui hanno partecipato i Cao,  Commissioni albo odontoiatri, è stato segnalato che solo nel 2017 i Nas hanno sequestrato  in Italia, nel comparto odontoiatrico, per un valore di 19 milioni di euro ed erogato oltre 154mila sanzioni amministrative.

"Si sono fatti importanti progressi - ha esordito Renzo, presidente Coordinamento regioni Sicilia e Calabria - ma è necessario mettere in campo molte altre azioni per contrastare questo fenomeno criminale che mantiene un'elevata incidenza nella sua illegalità e, tra l’altro, rischia di distruggere l’impegno e i sacrifici di chi ha studiato e lavora onestamente". 

Intanto grazie a “DentistiInApp", nata a fine 2017, sono venuti a galla numeri significativi ed elementi utili di riflessione sul fenomeno. L’app funziona in modo molto semplice, chiunque può scaricarla dai sistemi Google-Android e Apple Store e conoscere chi lo sta curando. Se il nominativo non risulta presente nell'elenco dei professionisti (messo a disposizione dalla FNOMCeO, federazione degli Ordini dei Medici e Odontoiatri), scatta la segnalazione alla Cao di competenza territoriale per le dovute verifiche, che collaborano con le Forze dell'Ordine (in particolare Guardia di Finanza e Nas).

Nello scorso ottobre sull’applicazione, ad esempio, sono stati digitati 652 nominativi, tra questi 15 sono stati segnalati gli accertamenti sono in fase di elaborazione; nei primi 15 giorni di novembre si sono registrate 296 ricerche e 6 segnalazioni. Se pensiamo che la stima degli abusivi è stata più volte calcolata in circa 15 mila soggetti che esercitano una professione senza laurea o comunque con carte non in regola, la strada è ancora in salita, specialmente perché spesso il paziente ha una percezione limitata soprattutto all’aspetto estetico della struttura a cui si rivolge. In molti sequestri infatti le apparecchiature erano di ultima generazione.

Secondo i dati ufficiali forniti dai NAS, nel biennio 2015-2016 i beni sequestrati hanno superato quota 69 milioni di euro, mentre le sanzioni amministrative rimangono evidentemente sproporzionate: 154mila euro nel 2017, appena 21mila nel 2016 e 239mila nel 2015. Percentuali bassissime che sfiorano l'1%. Le regioni più colpite sono Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania, Sicilia, Emilia Romagna e Lazio, ma si registrano ovunque casi. "In questi ultimi anni - ha continuato Renzo - grazie al coinvolgimento dell’opinione pubblica, all’azione di esperti e giornalisti, alla realizzazione dell'app e di siti web, ad esempio www.caoce.it, abbiamo ribaltato di fatto l'approccio al problema.

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