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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
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Storie maledette e luoghi avvolti da un alone di mistero: ecco quelli del Messinese

Da Villa De Gregorio al monastero di San Filippo il Grande. Tutti i racconti che fanno rabbrividire

Esistono  in tutta l’Isola dei luoghi legati a storie maledette e avvolti da un alone di mistero. Alcuni di questi sono abbandonati a loro destino, altri invece sono lì silenziosi sotto gli occhi di tutti. Siti misteriosi  i cui racconti non smettono ancora oggi di affascinare. Scopriamo quali sono i più interessanti nel Messinese e quali sono le leggende ,spesso sconosciute, che li riguardano.

Partiamo dal Castellaccio, fortezza abbandonata a Gravitelli.  Ex Città del ragazzo che è stata e continua ad essere oggetto di numerose indagini ad opera dei ragazzi del Map. I ghostbusters dello Stretto hanno infatti  rilevato numerose strane presenze tra lamenti di bambini e strane figure immortalate in alcuni scatti notturni tra cui: una sagoma alta, diverse figure  nelle finestre  nella parte superiore della struttura e inoltre un’altra strana figura femminile al refettorio stregato dell’ex fortino cinquecentesco, solo per citarne alcuni.

Da annoverare anche i resti dell’antica Villa De Gregorio a Giostra, dove si racconta che in tempi passati proprio dove sorge un centenarius ficus conosciuto come "Abirazzo" un uomo trovatasi di passaggio a piedi da quelle parti dopo un matrimonio e colto da un malore e costretto ad andare in bagno all’aria aperta  sentì un coro di voci femminili e vide apparire un gruppetto di suore che danzavano allegramente tenendosi per mano. Erano forse fantasmi?  Sembrava non avessero corpo, stando ai racconti dell’uomo saltavano e dicevano  frasi volgari. Una cosa è certa l’episodio ha lasciato l’uomo senza parole. E ancora nel castello di Protonotaro , poi divenuto ristorante, si dice che apparirebbe la figura di una suora. Una bellissima presenza non maligna che calzerebbe uno stivale  d’oro tempestato di gemme. Secondo la leggenda la donna percorrerebbe le sale del castello e chi riuscirebbe a sfilargli lo stivale ne diverrebbe il proprietario. Di questi episodi ne parla Giandomenico Ruta  nel suo libro “Fatti spiritici e diabolici nel Messinese” per Armando Siciliano editore.  

Sempre nello stesso libro e non solo si narra una storia legata ad una figura religiosa che riguarderebbe il Castello Milazzo. Questa suora sarebbe stata murata viva al suo interno. La ragazza innamorata di un soldato sarebbe stata costretta del padre alla clausura ma una volta che l’amore clandestino fu scoperta venne murata viva per punizione.  C’è chi dice di averla vista affacciata alla finestra e di averne sentito il lamento. Da segnalare tra i luoghi poco conosciuti il monastero di San Filippo il Grande a Messina in via Guardia, 21. Intorno a quello che resta dell’antica struttura costruita attorno alla grotta dove abitò San Filippo d’Agira sarebbero accaduti fatti inspiegabili: alcuni bambini avrebbero sentito dei passi e una voce sempre più vicina, si trattava forse  del santo nero bruciato dai fumi infernali? Di questi e altri fenomeni ne parla “L’isola spettrale. Guida immaginifica ai fantasmi di Sicilia” dello scrittore, poeta e critico cinematografico agrigentino Beniamino Biondi con la prefazione di Rosario Battiato.
 
E non si può non far riferimento a storie dannate nel Messinese senza citare Castel Gonzaga a Montepiselli, qui si sarebbero  consumate addirittura esperienze di possessione. Tra queste la storia di Giusy la cui vita è stata attraversata da una presenza demoniaca, chiamata  Nessuno. Un incubo divenuto realtà  che trova spazio nella pagine del volume “Nel segreto di Forte Gonzaga” scritto sempre  da Giandomenico Ruta scrittore e ricercatore esoterico messinese.


 

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