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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
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Quei modi di dire che solo se sei messinese puoi capire, ecco i più coloriti

 Da “Non ghiabba e non maravigghia” a “Mucca lapuni”. Ecco le perle di saggezza, rigorosamente in dialetto, che diventano insegnamenti per la vita

Detti, proverbi , massime popolari, rigorosamente in dialetto, perle di saggezza che derivano dall’esperienza comune,  tramandati di generazione in generazione  e che in maniera sintetica diventano metafora di vita da cui trarre insegnamento. Ma quali sono i più usati e coloriti  a Messina? Ce ne sono veramente tanti e fare una selezione è davvero difficile, ecco i più coloriti. 

 “Non ghiabba e non maravigghia”, traduzione niente gabbo nè meraviglia. Si usa comunemente nelle situazioni in cui è opportuno non beffarsi né meravigliarsi del comportamento di qualcuno o della situazione in cui si trova una persona perché non si esclude che quella cosa potrebbe succedere a noi.

“Essiri Chiùss’ai di i cani i Brasi”, traduzione essere più numerosi dei cani di Brasi , si dice quando si è in presenza di una grande quantità di persone. Modo di dire questo legato al viceré spagnolo Blas che viveva a Messina e che  aveva mandato una lettera al fratello chiedendo 2 o 3 cani da caccia ne arrivarono, forse per un errore di scrittura, ben  203 .

“Mucca lapuni”, mangia calabroni, viene riferito ad una persona che è talmente ingenua da credere a tutto quello che gli viene detto. Diverso invece “U sceccu nto linzolu”, traduzione l’asino nel lenzuolo,  riferito ad una persona che finge di essere stupida.

“U pesci feti da testa”, traduzione il pesce puzza dalla  testa, per indicare che l’origine  di un determinato comportamento sbagliato va ricercato alla sua radice. 

“Cu nasci tunnu non pò moriri quadratu” , traduzione chi nasce rotondo non può morire quadrato, viene riferito ad una persona che nata in un determinato modo ed in particolare con un determinato carattere nonostante i suoi tentativi non potrà mai cambiare completamente.

“L’aceddu ‘nta jaggia o canta pi invidia o canta pi raggia”, traduzione il canarino dentro la gabbia o canta per invidia o canta per rabbia, con riferimento a chi parla male delle altre persone. Nello specifico come il canarino si trova in una situazione di insofferenza all’interno della gabbia  la persona in questione parla male perché invidiosa o perchè insoddisfatta.

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