Polacco senzatetto vive da più di un mese a terra, Saitta: "Ripensare l'assistenza"

Nel marciapiede che divide la linea tranviaria dalla via Catania un uomo si trova in evidente stato di bisogno. Il Quartiere ha richiesto l'intervento di polizia municipale e Servizi sociali

Il polacco senzatetto vive in strada

E' polacco, senzatetto, e da circa un mese vive veramente in strada. A terra tra la linea tranviaria e la via Catania al rione Provinciale. Secondo quanto riferito non ha accettato l'aiuto di volontari a essere trasferito alla Casa di accoglienza di via Emilia che dista poche decine di metri dalla cabina telefonica trasformata in alloggio temporaneo.

Alla circoscrizione sono giunte nelle ultime settimane diverse segnalazioni. Il presidente del III Quartiere Lino Cucè: "Ho già allertato la polizia municipale e il dipartimento Servizi sociali del Comune per un intervento immediato, quest'uomo non può vivere così". Pare che il periodo di ferie del personale stia provocando ritardi all'assistenza. Nelle scorse settimane il video del sindaco De Luca sulla cacciata di clochard di colore al Palacultura aveva provocato polemiche infuocate con sit-in di protesta della comunità africana messinese e conferma da parte del primo cittadino dell'ordinanza antibivacco. 

Per adesso l'uomo va avanti grazie all'aiuto dei passanti ma in condizioni di assoluto degrado. 

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Il Ricercatore di Sociologia all'Università di Messina, Pietro Saitta, commenta così la segnalazione: "Sono situazioni complesse. È vero che molti non vogliono andare nei rifugi. Ma è perché sono posti con discipline difficilmente sostenibili.  Poi è chiaro che ci sono anche condizioni soggettive psicologicamente ai limiti. Però è chiaro che serve un ripensamento dell'assistenza che tenga conto delle esigenze dei destinatari. Perché la vita di strada ha tempistiche di carattere economico come qualunque altra. E anche bisogni di socialità incompatibili con i rifugi, che sono ghetti e ti fanno sentire ghettizzato. Mentre tu puoi avere differenti percezioni di te stesso e non ci stai ad autodefinirti come tale. Io vorrei sapere esprimere la condizione di questi mondi e farla capire a quanta più gente possibile. Ma è difficile".

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