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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Racconti da brivido

Dal mostro di Capo Peloro alla città sommersa di Risa, quelle leggende misteriose che non tutti conoscono

A svelare alcuni racconti da brivido Beniamino Biondi nella sua  "Sicilia dei misteri e delle leggende"

Quando la storia incontra l'oralità si trasforma  in leggenda  e anche la città di Messina è ricca di straordinari racconti misteriosi che avvolgono molti luoghi che sono spesso sotto gli occhi di tutti. Di questo ne continua a parlare Beniamino Biondi, scrittore, poeta e critico cinematografico agrigentino, che dopo  “L’isola spettrale. Guida immaginifica ai fantasmi di Sicilia”, racconta brevi storie di mistero ambientate nell'Isola nella sua  "Sicilia dei misteri e delle leggende" di  Dario Flaccovio Editore. Ma quali sono  quelli riguardanti la città dello Stretto?  Molti di questi affondano le radici nella mitologia.

C'è la storia legata a Capo Peloro della ninfa  Pelorias, che abitava tra le paludi della zona, chiamata anche Signora delle Paludi. Secondo il mito, Pelorias sarebbe stata anche una dea madre, era gigantesca e veniva  aiutata dal guerriero Pheraimon, uno dei sette figli di Eolo. Lei viveva in una zona chiamata Margi, dove un tempo c’era  il terzo lago di Ganzirri. Si racconta che chiunque ne toccasse la superficie perdeva gli arti  e si dice che inghiottisse qualunque cosa venisse  immersa nella sue acque senza farne ritorno. Questo terzo lago con il tempo si interrò ma con il terremoto del 1783 i suoi liquami tornarono a galla, fino quando la zona venne bonificata. Sembra che quel mostro che abitava nelle sue acque sia ancora  lì nascostro tra i due laghi comunicanti tra loro e ogni tanto fuoriesca.

E avete invece mai sentito parlare di Risa? Una sorta di Atlantide siciliana, la città sommersa nelle acque del Lago piccolo di Torre Faro.Si tratterebbe di una città  inghiottita da un terremoto. Sembra che ancora oggi nei giorni senza vento e in cui l’acqua è limpida si possono vedere i tetti delle case. C’è chi di notte avrebbe sentito i rintocchi della campana della chiesa che avvertono i pescatori dell’arrivo della burrasca.

Ad essere annoverato nel libro, incentrato su tutta la Sicilia,  anche il forte Castellaccio, luogo di numerose indagini dei ragazzi del Map, qui sarebbero stati avvistati: il fantasma di una suora apparsa anche in una foto e altre figure inspiegabili  e avvertiti strani lamenti e rilevate inquietanti registrazioni video e audio. Ci sarebbe anche un tunnel sotterraneo che collegherebbe il Castellaccio con il vicino Forte Gonzaga.
 

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