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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Storico Caffè fiorentino Le Giubbe Rosse parla messinese con l'innovazione culinaria dello chef Lo Presti

Il rinnovato locale ottocentesco incontra la cucina del professionista internazionale

Nuova vita per il Caffè Le Giubbe Rosse, storico locale fiorentino fondato nel 1897. Presentato in anteprima il restauro dei locali, ma a essere rinnovata anche l’offerta culinaria grazie all’innovazione dello chef Giuseppe Lo Presti, talentuoso cuoco classe 1991 originario di Messina, che i si unisce all'identità storica del locale, strettamente legata a quella della città di Firenze e del "salotto buono" fiorentino.

Il recupero di Giubbe Rosse è avvenuto per volontà della società Faro Alto Investment, già proprietaria della società Scudieri e dell'omonimo caffè. Il locale, dichiarato "bene da tutelare" dal Ministero della Cultura, riaprirà presto al pubblico grazie alla professionalità dell'architetto Domenico Gallucci, incaricato della direzione dei lavori di recupero architettonico sotto la supervisione della Soprintendenza. Fondamentale è stato anche il contributo della società Adr General Contract, che ha reso possibile la realizzazione del progetto.

Le Giubbe Rosse è un viaggio a ritroso nella memoria storica del luogo, un tributo al movimento futurista che, all'inizio del secolo scorso, aveva eletto questo locale come sua sede fissa, come poco dopo accadde con i poeti ermetici. L'intervento, sotto la supervisione della Soprintendenza, ha interessato diversi ambienti del Caffè, inclusa la cucina, privilegiando materiali, tecnologie e interventi finalizzati al recupero della memoria storico-artistica del locale.

Sono stati rifatti i pavimenti fino a ritrovare la quota originaria, eseguiti restauri sulle pareti affrescate e installato un soppalco integrato nella libreria per valorizzare la memoria dello storico caffè letterario. Particolarmente rilevante è stato il recupero degli affreschi, riportati al loro splendore originale.

In occasione dell'anteprima per la stampa, in un evento esclusivo, lo chef Giuseppe Lo Presti ha presentato la sua idea di cucina, basata sul rispetto per la tradizione e l'attenzione ai prodotti di qualità del territorio, con abbinamenti curati dai sommelier delle Giubbe Rosse. Sarà proprio Lo Presti a guidare la cucina del Caffè. Originario di Messina ma cresciuto nel Chianti, Lo Presti vanta importanti esperienze a livello internazionale, tra cui il Westin Excelsior di Firenze, il Relais Santa Croce di Firenze, il Casale di Grimoli, La Cucina di Giuseppe Lo Presti all’interno di Villa Sassolini e la guida, insieme a Davide Canella, della cucina dei ristoranti “Contrada” e “La Cantina” presso Castel Monastero in provincia di Siena.

La prima apertura del locale risale al 1897, quando era conosciuto come “Birreria Fratelli Reininghaus”. Ben presto, i fiorentini lo ribattezzarono “Le Giubbe Rosse” per via degli indumenti in tipico stile viennese indossati dai camerieri. In questo periodo nacque anche lo storico logo di colore rosso. La storia del Caffè Le Giubbe Rosse è strettamente legata a quella di Firenze e al suo ruolo nel promuovere la scena artistica e culturale del Paese.
Frequentato per un caffè anche da Vladimir I. Lenin, Gordon Craig, André Gide, Medardo Rosso, l'epoca più celebre delle Giubbe Rosse fu quella del Futurismo e della nascita delle storiche di "Lacerba" nel 1913, "La Voce" e "Il Leonardo".

Le 'Giubbe Rosse' divennero il più illuminato cenacolo letterario e artistico di Firenze e non solo, con episodi rimasti storici. Fu qui che il 30 giugno del 1911 si scatenò la rissa tra i futuristi milanesi con Marinetti, Carrà, Boccioni e Russolo, che arrivarono a Firenze per scazzottarsi con gli artisti fiorentini raccolti intorno alla rivista "La Voce", sulla quale Ardengo Soffici aveva pubblicato un articolo che attaccava i rivali futuristi del Nord.

La gloria del locale proseguì fino alla Seconda Guerra Mondiale: qui continuavano ad incontrarsi i rappresentanti dell'Ermetismo, attorno a Eugenio Montale, e i giovani pittori fiorentini, intorno a Ottone Rosai e Primo Conti. Una storia da vero caffè letterario, che ha visto sedere ai suoi tavoli personalità quali Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Aldo Palazzeschi, Dino Campana, Elio Vittorini, Tommaso Landolfi, Antonio Bueno, Silvio Loffredo e molti altri. Protagonisti immortalati fino alla chiusura nelle foto, disegni, scritti e caricature appesi alle pareti del locale.

Dopo tre anni di chiusura, questo simbolo dell’identità fiorentina e nazionale torna a mostrarsi al pubblico, offrendo nuove esperienze enogastronomiche e culturali, con l’obiettivo di riaffermarsi come vitale punto di riferimento per la vita culturale e artistica fiorentina.

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