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Martedì, 24 Maggio 2022
Basket

Alma Patti, Attilio Scarcella: "Rivedere il meccanismo per la distribuzione dei ristori economici"

Il Presidente del sodalizio pattese ha rilasciato una lunga intervista a Messina Today. Ecco le sue parole

E' un momento davvero particolare per la stagione di Serie A2 di basket femminile, un momento nel quale le certezze sono sparite di colpo ed accade che dopo giorni di lavoro in palestre alla fine del lavoro non si scende sul parquet.

I dati in tal senso sono sconfortanti. Nel solo Girone Sud domenica 6 febbraio è in programma la giornata numero 16 ma, scorrendo la classifica, alla voce partite giocate, la squadra che è scesa più volte in campo ne ha all'attivo solo 13.

A questa regola, purtroppo, non sfugge l'Alma Patti del Presidente Attilio Scarcella. Le ragazze guidate da Coach Mara Buzzanca, infatti, non giocano un match ufficiale dal 16 gennaio, giorno della vittoria contro il Battipaglia e devono recuperare, compreso quello del prossimo 6 febbraio, le gare con Selargius, Savona, Civitanova e Matelica.

Un stop che rapprensenta un vero peccato vista la striscia di quattro vittorie consecutive che l'ha preceduta. Al tempo stesso è il momento per fare un punto della situazione e noi di Messina Today ne abbiamo approfittato per intervistare il Patron dell'Alma Patti. Ecco le sue parole.

Presidente Scarcella che tipo di stagione è stata finora?

"Una stagione a rilento soprattutto per una squadra come la nostra che affronta il secondo anno di Serie A2 ed in una condizione generale non è semplice. Penso al Covid, al questione del palazzetto ed a tutta una serie di aspetti esterni al campo".

Qual è al momento la situazione del Palazzetto?

"Noi siamo in affitto dal gestore ma la struttura inevitabilmente avrebbe bisogno di alcuni interventi per renderla efficiente al 100% per un campionato nazionale come quello cui partecipiamo. Ma il problema per le strutture sportive è generale non essendoci fondi a disposizione per migliorarle"

Il tema degli impianti chiama, inevitabilmente in ballo, la questione ristori. A che punto siamo?

"Siamo al punto che il ricco è sempre di piu ricco e chi ha meno possibilità ne ha ancora meno. Basti pensare alla situazione del calcio nazionale dove continuano ad inveastire consapevoli che ci saranno rientri. Nelle situazioni come la nostra invece senza il supporto degli otto-dieci partner che ho sarebbe tutto molto complicato. Sarebbe necessario rivedere il meccanismo per la distribuzione dei ristori economici"

In che modo?

"Le faccio alcuni esempi pratici, noi, ma vale anche per le altre squadre siciliane e per quelle della Sardegna, di fatto giochiamo sempre in trasferta ed una trasferta ha costi importanti. Per non infliggere alle ragazze 14 ore di pullman viaggiamo in aereo, l'aereo va preso a Palermo o Catania e da Patti sono distanti tutte e due. Viaggiare in aereo significa partire il giorno prima e quindi alberghi, pernotti, colazioni, pranzi... per non tacere dei trasferimenti in navetta fino ai palazzetti e ritorno"

Di che cifre parliamo?

"Vuoto per pieno siamo a circa 3500 euro a trasferta e con il covid la situazione è peggiorata, pensi che almeno due volte abbiamo anticipato costi che poi non sono stati utilizzati, costi spesso non preventivabili come le visite specialistiche per chi è stato contagiato e deve avere l'idoneità"

Che soluzioni prospetta?

"Dare ristori e incentivi per coprire queste spese almeno, tenere conto che una società del Centro Italia per fare un esempio ha costi inferiori e questo ovviamente si rispecchia anche sull'aspetto agonistico perché minor risorse significa roster diversi"

A proposito di roster in una condizione cosi difficile è di fatto impossibile fare ulteriori interventi?

"Abbiamo inserito Liliana Miccio ed Allegra Botteghi e vorrei fare altro. Il punto vero è che l'ambizione non ci manca nonostante tutto e che almeno una volta mi piacerebbe "assaggiare" la Serie A1 campionato che abbiamo sfiorato nella finale con Faenza. Abbiamo un mese nel quale ragionare vediamo cosa succede ma non nascondo la delusione di fondo"

Cosa la delude più di tutto?

"Il fatto di non poter giocare davanti al nostro pubblico. Fare sport a questo livello genera appartenenza, un volano positivo di sentimenti e passioni, un volano di educazione civica. Ma oggi giochiamo davanti a 80-100 persone quando in condizioni normali ne abbiamo 500. Le partite sembrano partite di allenamento 20-30. Non è semplice"


 

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