Sabato, 23 Ottobre 2021
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Calcio, l'analisi del consigliere Rizzo: "Unificazione dei tre sodalizi è l'unica strada percorribile"

Il consigliere comunale ha parlato ad una settimana di distanza dall'incontro tra il sindaco e due delle tre società di calcio messinesi. Il club di Sciotto è stato assente per motivi lavorativi

Il calcio a Messina sta vivendo un periodo non facile e la generale situazione ha bisogno di una scossa prepotente messa in atto da gente che di pallone se ne intende. La buona volontà e la progettualità devono essere alla base di un movimento che, al momento, non ha un futuro chiaro e ben delineato. Venerdì scorso il comune ha organizzato un incontro pubblico con le tre società messinesi. Presenti Città e Camaro, il club di Sciotto non ha presenziato alla conferenza. Il motivo, reso noto successivamente dalla stessa Acr, è da ricondurre ad impegni lavorati già programmati fuori città.

Lasciato passare qualche giorno, il consigliere comunale Massimo Rizzo ha commentato quanto emerso dalle discussioni di palazzo Zanca: "È trascorsa una settimana dall’incontro a Palazzo Zanca durante il quale il sindaco, alla presenza di due delle tre principali società calcistiche messinesi, ha avviato, anche su mia sollecitazione, un percorso finalizzato alla unificazione dei tre sodalizi. Non si tratta solo dell’idea romantica - spiega Rizzo - di dare vita a ciò che lo storico acronimo Acr significa (Associazioni calcio riunite) ma dell’unica strada percorribile in assenza di importanti e seri interventi imprenditoriali di soggetti terzi, rappresentando allo stato l’unico progetto attraverso il quale riaccendere la passione della comunità sportiva, frustrata da continue delusioni ascrivibili ad insipienze gestionali. Il famoso lumicino della speranza, da tenere acceso confidando che la pubblicazione dei bandi sugli stadi possa attirare investimenti significativi."

"E però, a tutt’oggi, non siamo andati oltre le mere dichiarazioni di intenti. Ovviamente, ciascuno deve essere libero - prosegue il consigliere - di autodeterminarsi e dal punto di vista squisitamente giuridico, Acr Messina è legittimata a proseguire nelle sue interlocuzioni nel modo che ritiene più opportuno, considerando la società di calcio come una qualunque organizzazione di diritto privato. In tal caso, tuttavia, in assenza di un dialogo costante e proficuo con l’ente comunale, sarebbe poi impraticabile un percorso comune rivolto a dare risposte alla comunità sportiva. Pertanto, nel silenzio assordante di questi giorni, se non dovessero registrarsi novità rilevanti, chiederò formalmente al Sindaco di sospendere ogni valutazione sul rinnovo della concessione annuale degli stadi. Nessuno si illuda di usufruire di impianti pubblici senza mettere in piedi un piano di rilancio del calcio che dia soddisfazione alla città ed ai suoi sportivi, senza voli pindarici ma con dignità, senza proclami faraonici ma con serietà."

"In assenza di un progetto credibile - conclude Rizzo - meglio chiudere gli stadi. E magari cogliere l’occasione per allestire (magari al Celeste, storico tempio della tifoseria messinese) un maxischermo per proiettare le storiche immagini del calcio a Messina, profittando per ricordare un grande presidente, mix vincente di passione, competenza e messinesità: Emanuele Aliotta. Forse, rivivendo il passato può immaginarsi il futuro."

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