Venerdì, 22 Ottobre 2021

Paolo Chillè atteso negli Stati Uniti il 3 ottobre, il Consolato Usa a Roma non concede il Visto a distanza

L'avvocato Silvana Paratore che segue il caso del 27enne messinese affetto da un tumore rarissimo ha spiegato i problemi burocratici che rischiano di non far partire il ragazzo

Il 3 ottobre Paolo Chillè, il 27enne messinese che dal 2016 lotta contro un tumore rarissimo, un sarcoma, ha in programma In California, all'Oncology Research Center di Santa Monica, visita e controlli per capire se gli interventi sperimentali sanitari negli Stati Uniti possano salvarlo.

Ma il rischio è che Paolo non potrà andare in America. Come spiegato dall'avvocato Silvana Paratore che segue il caso e che domenica sarà a capo dell'evento a Villa Dante per una nuova donazione fondi il Consolato americano a Roma non intende concedere il visto a Paolo perché dovrebbe recarsi personalmente nella Capitale per la documentazione e poi poter partire in volo per gli Stati Uniti.

"In caso di malattia grave, per trasferimento con voli umanitari - hanno scritto alla Paratore dal Consolato - è possibile che venga evitata la trafila ma bisogna avere tutta la documentazione medica in inglese e inoltrare tutto al dipartimento". Paolo è sottoposto in questi giorni a cure e non può recarsi con le sue gambe al consolato americano a Roma, in volo sarà assistito dal medico di bordo. La Paratore ha spiegato quanto sta succedendo nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi al III Quartiere dove è stata presentata la manifestazione di domenica. 

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