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Coronavirus, il fotografo internazionale Bretzel omaggia la Vara nei giorni dell'epidemia | VIDEO

Pubblicata da pochi giorni la produzione dell'artista, la riflessione del Comitato sulla festa che il 15 agosto rischia l'annullamento

Il fotografo internazionale Giacomo Bretzel, nei giorni della pandemia, ha pubblicato un video sulla Vara che a meno di clamorose sorprese non si svolgerà il prossimo 15 agosto mettendo a fuoco nel suo lavoro fotografico la bellezza e la ricchezza di spunti della manifestazione religiosa sull'Assunzione in Cielo di Maria. 

Il Comitato, con una nota firmata da Marco Grassi, ha scritto un testo dal titolo "La Vara e il Virus": "Giacomo Bretzel è un fotografo di fama internazionale che agisce tra Europa, America ed Oriente, non a caso la presentazione del breve filmato sulla Vara di Messina viene presentato in tre lingue: Italiano, Francese ed Inglese. L'occasione si propone come un rilancio della grande festa di Messina a livello internazionale ancorchè nella prospettiva che la ricorrenza agostana nel corrente 2020 ci vedrà nella impossibilità di partecipare alla grande manifestazione. Nell'attuale evenienza storica, potrebbe apparire fuor di luogo parlare della grande processione Messinese d' Agosto: La Vara. Eppure così non è. La Vara e la pandemia sono in effetti antitetiche. La Vara è occasione straordinaria di aggregazione popolare, la pandemia è segregazione, distanziazione, isolamento. La Vara esalta i sentimenti di quanti vi partecipano, l'epidemia deprime quanti ne subiscono gli effetti. La Vara è un fenomeno locale, cittadino, partecipato ma circoscritto nel tempo e nello spazio, il contagio virale si estende nel tempo e nello spazio fino a divenire un problema globale sotto vari aspetti non solo sanitari. Nella partecipazione all'evento devozionale viene coinvolta l'intera popolazione, tutti diventano protagonisti di uno spettacolo corale, aperto, coinvolgente e per certi versi sconvolgente le normali abitudini dei partecipanti presi da una progressiva esaltazione che si conclude con l'arrivo del carro trionfale in una piazza Duomo traboccante di folla. Come avviene tutto ciò, perchè un popolo solitamente tranquillo, socialmente pacato, viene coinvolto in questa sorta di esaltazione collettiva che vede il coinvolgimento contestuale di decine o meglio centinaia di migliaia di persone? Nessuno Stadio potrebbe contenere quanti partecipano in maniera diretta o indiretta, attori e spettatori della processione della Vara messinese. Siamo di fronte ad un fenomeno unico, anche se non mancano le analogie con altre forme di partecipazione popolare - devozionale, come nel caso dei ceri di Gubbio, del carro di Santa Rosa a Viterbo o della processione di Nola. Partecipazione spontanea, repentina, improvvisa, una fiamma che si accende e divampa per autocombustione, non ci sono additivi, tutto nasce da un sentimento antico, radicatosi nel corso della storia, un comune sentire che dura e perdura da almeno 500 anni.

Curioso il fatto che questo sentimento atavico si manifesti e coinvolga un popolo che nel corso della storia ha visto smantellare molti dei propri simboli identitari, per passaggi dinastici, rivoluzioni, epidemie, terremoti hanno apparentemente, ma anche sostanzialmente mutato le condizioni di vita, i costumi e le tradizioni dei messinesi, eppure, il quindici di Agosto avviene il miracolo, i messinesi sono lì ai piedi del carro trionfale di Maria, loro madre e protettrice pronti alla partenza... e alla ripartenza! Ripartenza, perchè forse questa è la speranza di tutti, ripartire da un presente insoddisfacente verso un futuro che restituisca significato alla vita.  Soddisfazione che si compie nella partecipazione all'evento che si auspica salvifico per l'intervento di Maria, nostra comune speranza. Quindi partecipazione sentita che consente di superare lo sforzo, la fatica del traino di un Carro di oltre 8 tonnellate, senza ruote, sterzo o freni, sollevato dall'asfalto al grido prorompente di W Maria, W  Maria, W Maria. Tutti assieme avanti nella stessa direzione, uniti come non mai, tiratori al centro ed astanti ai lati, quasi argini a un fiume umano che corre verso la meta del riscatto, della partecipazione che fa dei singoli cittadini un popolo in marcia, unito. Quindi antitesi ed analogia tra virus e vara, vicinanza e separazione, esaltazione e depressione, comune sentire nella gioia e nel dolore, quasi un ritorno a categorie essenziali, il bene e il male, il paradiso e l'inferno, un occasione unica per riflettere sul significato della vita e della morte. Il Comitato Vara, assieme a quanti tengono alle nostre tradizioni cercherà forme alternative a tenere vivo l'interesse per questo evento culturale, identitario, specificatamente messinese". 

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