Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Famedio in abbandono, La Farina e Bisazza riposano in pace e tra l'erba alta

L'area dedicata ai messinesi illustri è nel degrado, da anni senza scerbatura e manutenzioni lo storico colonnato

 

Di famosa c'è l'erba alta anche un metro. Da anni tra l'altro. E' il famedio del Gran Camposanto di via Catania che visto da lontano fa un certo effetto ma da vicino è abbandonato tra rifiuti, sterpaglie e un decoro defunto. Eppure ci sono i resti dei messinesi illustri, monumenti storici che hanno un valore culturale importante ma chi se ne importa di questa parte, una delle poche rimaste, della Messina di prima del 1908.

Chissà cosa penseranno se fossero in vita il patriota Giuseppe La Farina (alcune delle lettere sopra il monumento sono pure staccate) il poeta Felice Bisazza, il politico Giuseppe Natoli che al famedio vengono ricordati con importanti sculture.

I resti si trovano nella cripta sottostante insieme a quelli di Giuseppe Seguenza, dello scultore Gregorio Zappalà e del filosofo Antonio Catara Lettieri e c'è chi giura che la base si trovi in condizioni pessime. Il famedio fu inaugurato il 27 marzo 1872 facendo giungere da Torino proprio le spoglie di La Farina. Centoquarantasette anni dopo la fama del famedio se la prende tutta la mancata scerbatura. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
MessinaToday è in caricamento