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VIDEO | Natale durante la pandemia, il messaggio dell'arcivescovo: “Preghiamo che rimetta in gioco il senso della vita”

Monsignor Accolla lancia la proposta di riunirsi a a mezzanotte davanti al presepe allestito nella propria casa, ringraziando gli operatori sanitari e quanti si sono spesi durante l'emergenza sanitaria

 

Non sarà la pandemia a frenare la gioia del natale e l'importanza dell'unione spirituale durante la notte di Natale. L'Arcivescovo della diocesi di Messina, Monsignor Giovanni Accolla, invita tutti i fedeli a osservare a mezzanotte un momento di preghiera e riunione davanti al presepe per vivere comunque la gioia il momento di speranza. "Tante chiese domestiche ma un’unica chiesa diffusa", la sua proposta. Il pensiero va comunque ai più fragili. 

Il testo integrale 

“Rallegrati, esulta, Santa città di Dio : a te viene il tuo re. Non temere la tua salvezza è vicina”.

Carissimi fedeli, amici tutti della diocesi di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela, desidero rivolgere, con senso di gratitudine, un pensiero augurale ad ognuno di voi, alle vostre famiglie, ai vostri cari, ai vostri amici, ai giovani, agli studenti, agli operatori sanitari, ai carcerati, alle persone con fragilità, ammalati e anziani soli, agli operatori della comunicazione sociale, ai volontari di ogni estrazione religiosa o sociale, alle persone impegnate nella Pubblica Amministrazione, ai ricercatori dell’ambito sanitario, a coloro che sperano e si adoperano per rendere la vita di tutti più sicura e più serena in questo tempo così travagliato nel quale siamo toccati dalla pandemia.

Carissimi fedeli, nonostante tutto, non possiamo essere sopraffatti dallo sconforto, siamo chiamati a dare e ad infondere speranza. Ho voluto aprire il mio pensiero natalizio, gli auguri di Natale, con un grido di speranza: “Non temere la tua salvezza è vicina”.

I Magi, guidati da una stella, camminano nel buio, per andare incontro a Gesù “luce del mondo” che illumina le tenebre che soffocano il mondo.

Anche noi siamo “in cammino” e spesso rischiamo di brancolare nel buio, cerchiamo in cielo una stella che orienti il nostro cammino, non ci fermiamo; lasciamoci guidare dalla “stella” della grazia, quella dell’apertura del cuore, dalla “ stella” della speranza, quella di essere uomini di speranza, perché ci fidiamo della paternità di Dio, l’unica paternità che ci convoca ad essere tutti fratelli nella carità.

Volgiamo lo sguardo verso Maria, “la Stella del Mattino”, che con il suo “SI” si è fidata della parole dell’Angelo, si è messa in cammino come “testimone della carità”, è andata a trovare e servire la cugina Elisabetta, contemplando il mistero dell’onnipotenza di Dio.

Quanto bisogno abbiamo di contemplare l’umiltà di Maria, di fidarci delle parole che ogni minuto ci sono rivelate dall’Angelo, la gioia di accogliere il dono dello Spirito Santo, la forza della carità per metterci al servizio dei nostri fratelli quando tutto sembra impossibile.
“ecco sono la serva del Signore avvenga di me secondo la tua Parola”
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta....... Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua” (Lc 2, 38.40. 56)

Papa Francesco, nella sua ultima enciclica “Fratelli tutti”, sottolinea il valore sociale della carità accompagnata dalla ricerca della verità: “La carità è al cuore di ogni vita sociale sana e aperta” .... E’ molto più che un sentimento soggettivo, se essa si accompagna all’impegno per la verità” (n. 184).

Auguro che il Santo Natale, in questo tempo di pandemia, ci rimetta in gioco sul senso e sul valore della vita e della dignità di ogni persona, senza alcuna distinzione di età, di classe sociale, di religione, di razza. Ogni iniziativa e ogni azione dell’uomo apra il cuore di ciascuno ad una fraternità universale. Cristo che viene nel mondo viene per tutti, Lui “l’unigenito figlio di Dio” ci fa tutti fratelli.

Carissimi , a motivo della pandemia in corso, quest’anno non sarà possibile riunirci in Chiesa nella notte di Natale. La pandemia però non riesce a bloccare la gioia della preghiera, anzi ci offre l’opportunità di essere in comunione di preghiera ognuno nelle nostre famiglie.

Per questo ho pensato di suggerire ai tanti fratelli e a tutti gli uomini di buona volontà di fermarsi a mezzanotte, per qualche minuto, davanti al presepe allestito nella propria casa, di deporre nella grotta il Bambino Gesù, di accendere una candela per dire che crediamo che Gesù è “Luce del mondo”, di pregare con la preghiera dell’ “AVE MARIA”, quella che contempla l’annunciazione, l’incarnazione, la comunione, l’umiltà, il perdono e che consolida, con l’affidamento a Maria, la gioia dell’incontro con il Padre.

Tante chiese domestiche ma un’unica chiesa diffusa.

Nello stesso tempo ho invitato tutti i parroci a far suonare le campane per richiamare che se anche ognuno di noi si trova a casa, piccola chiesa domestica, tutti però siamo un’unica Chiesa diffusa, in comunione di preghiera, riconoscenti al Signore che, incarnandosi, si è fatto nostro fratello.

Desidero porgere gli auguri del Santo Natale anche con la preghiera che Papa Francesco ci ha consegnato a conclusione della Sua ultima Enciclica “ Fratelli tutti”:

Preghiera al Creatore

“Signore e Padre dell’umanità,
che hai creato tutti gli esseri umani
con la stessa dignità,
infondi nei nostri cuori
uno spirito fraterno.
Ispiraci il sogno di un nuovo incontro,
di dialogo, di giustizia e di pace.
Stimolaci a creare società più sane
E un mondo più degno,
senza fame, senza povertà,
senza violenza, senza guerre.
Il nostro cuore si apra a tutti i popoli e le nazioni della terra, per riconoscere il bene e la bellezza
che ha seminato in ciascuno di essi,
per stringere legami di unità,
di progetti comuni, di speranze condivise.
Amen.

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