"Pacco della Falce" e nuovo Prg del Porto, come si potrà costruire e dove andrà il traffico

Conferenza di giunta e Autorità portuale sugli atti tecnici che stabiliscono la chiusura della rada San Francesco e le attività edilizie nell'affaccio a mare

Illustrati i dettagli del Piano regolatore del Porto approvato dal Consiglio regionale Urbanistica. Oggi conferenza stampa di amministrazione comunale e Autorità portuale dove il sindaco ha definito il Patto della Falce il Pacco della Falce. “Finalmente ci sono dei punti fermi – ha dichiarato il sindaco De Luca – e soprattutto una disciplina che consentirà di riqualificare complessivamente il waterfront e di completare la strategia di spostamento del traffico veicolare a Tremestieri. E’ stata una grande battaglia perché il Piano Regolatore Portuale è il frutto di un patto al ribasso, un patto dove paradossalmente gli enti proponenti in particolare il Comune di Messina ha inteso invadere il campo dell’Autorità Portuale e porre dei limiti veramente indecorosi e inspiegabili a quella che è lapianificazione complessiva contenuta nel Piano Regolatore Portuale. Altezza massima di 15 metri e massima cubatura 25mila mc secondo le intese del 2016 del Patto per la Falce. 

Noi, in un anno, abbiamo cercato il più possibile di correggere obbrobri attraverso riunioni costanti quasi settimanali, abbiamo partecipato anche a quattro riunioni del Consiglio regionale dell’Urbanistica, e siamo soddisfatti perché il risultato quantomeno è riuscito ad eliminare alcune situazioni che in corso d’opera si erano già poste, come ad esempio il limite di altezza per gli edifici da realizzare nell’area portuale, neanche quello di otto metri ma si ritorna sostanzialmente al limite di quindici metri, che non condivido, ma che comunque è un punto di partenza anche per ampliare uno sguardo su quell’altra area che è rimasta fuori perché è della Marina Militare, per la quale, nella nuova intesa che si sta preparando, inseriremo dei ragionamenti che ci possano consentire di riaprire concertativamente questa volta la questione e naturalmente, anche se sarà necessaria una revisione del Piano Regolatore Portuale, che ora esiste, si può individuare per qualche investimento puntuale una revisione al rialzo. Si deve ricominciare dalla zona Falcata che è la parte più bella della città. Comune e Autorità portuale hanno definito ruoli, competenze e attività nei rispettivi campi per il rilancio della città di Messina. L’approvazione del Piano Regolatore Portuale sbloccherà finanziamenti concreti; adesso abbiamo uno strumento su cui lavorare e sono state scritte le regole di base”.

“È stato consegnato alla città – ha concluso il commissario De Simone – un Piano Regolatore Portuale che mette ordine e dà indicazioni sullo sviluppo futuro di Messina, alla cui realizzazione ha dato un contributo indispensabile l’Amministrazione comunale. Lo strumento urbanistico è frutto di un lavoro di squadra in cui ognuno ha fatto la sua parte, è un risultato non soltanto per l’Autorità Portuale ma per tutta la comunità e rappresenta la possibilità di una programmazione che stabilisca chi deve fare certe cose, come le deve fare e dove è necessario che si facciano”.

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