Lunedì, 18 Ottobre 2021

"Cateno non ci stiamo al tuo gioco al massacro": la Rete antirazzista urla alla finestra del sindaco

Esponenti di partiti e associazioni hanno manifestato in sit-in contro video e prese di posizione del primo cittadino su poveri e senzatetto

Appelli all'integrazione e urla contro la finestra del sindaco Cateno De Luca a Palazzo Zanca. Non piacciono le ordinanze antibivacco e il video pubblicato su facebook dove venivano cacciati i clochard di colore dagli spazi esterni del Palacultura.

La Rete antirazzista ha organizzato un sit-in questa mattina all'ingresso del municipio. Un centinaio i presenti tra quali esponenti di Rifondazione comunista, Cgil, Cittadinanzattiva, la comunità africana messinese, Don Santino Tornesi di Migrantes, Cambiamo Messina dal Basso, Cub. Messaggio chiaro all'amministrazione. Pronti al faccia al faccia, al dialogo ma non a interventi razzisti e contro i poveri. Daniele David e Pietro Saitta hanno coordinato e parlato alla manifestazione. 

Saitta al termine del sit-in ha scritto: "La Comunità africana di Messina e la Rete antirazzista messinese ringraziano la Messina solidale per la splendida mattinata di partecipazione. Almeno un centinaio di persone hanno sfidato il caldo e presenziato al sit-in al fine di esprimere la propria indignazione per la bieca criminalizzazione della povertà e l'uso abominevole dei social media per fini punitivi. Misure che riattivano la gogna e il repertorio penale pre-moderno. Ma la giornata si può ritenere un successo perché l'amministrazione ha incontrato una delegazione della Comunità, riconoscendola come parte nei tavoli tecnici sui servizi sociali che si terranno nel futuro prossimo.

La delegazione ha espresso tutto il proprio sdegno per quanto accaduto e avanzato delle proposte per ciò che riguarda abitazione e lavoro. Senza distinzione di nazionalitá. Per gli stranieri così come per gli italiani. La questione fondamentale, rimasta al momento sostanzialmente inevasa, resta però quella del ritiro dell'ordinanza, fortemente voluta dalla prefettura e dal Comitato per l'ordine e la sicurezza. Questa ordinanza, infatti, pregiudica qualsiasi autentico percorso di integrazione, leggendo i fenomeni di povertà secondo categorie penali. Tuttavia mettere un piede dentro questi processi resta fondamentale e siamo soddisfatti per esserci conquistati questo primo momento di interlocuzione. Grazie ancora a tutti!"

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